Quel cagnolino di pezza
BR Odio il Natale.BR Riempiranno Corso Cavour e Strada Nuova di quelle stupide luci lampeggianti che ti fanno gli auguri, come se a loro fregasse qualcosa di te e della tua vita. Ma di te non gliene importa un fico secco, e nemmeno del Natale, lo considerano un momento qualunque dell'anno che si ripete con ciclicità come le stagioni... E anche quest'anno arriverà, prevedibile come al solito: si mangerà il panettone accanto all'albero addobbato e si scarteranno i regali; si manderanno sms di buon Natale a individui di cui avevamo scordato l'esistenza; si butterà nel bidone il regalo cretino del parente doppiamente cretino; e a mezzanotte la gente farà la fila per entrare nella chiesa di San Michele, credendo di purificarsi per il solo fatto di metterci piede dentro...BR Ma quest'anno non voglio saperne niente di tutto questo. Non farò l'albero, e non andrò in giro per negozi a comprare controvoglia oggetti inutili per gente inutile. E non mangerò panettoni, no. In magazzino sono arrivati già dalla fine di settembre: ne ho scaricate decine di confezioni, tanto che ora ho la nausea solo al pensiero. Timbrerò il mio maledetto cartellino senza protestare, passerò le ultime domeniche prima del 25 seduto alla cassa, rilasciando scontrini chilometrici nel caos del supermercato affollato. Per la gioia del direttore, che quando vedrà gli incassi del periodo natalizio potrà smettere di sudare freddo, e dimenticare per un po' la crisi dell'ultimo semestre. Lui (il direttore) si che adora il Natale, è la sua salvezza; Gesù pare nasca apposta per risolvere magicamente i suoi problemi di bilancio... E la mia salvezza, invece, qual è? Non lo so. O forse lo so fin troppo bene...BR L'altro ieri, finito il turno del mattino, prima di andare a casa ho fatto la spesa, senza neanche levarmi il camice... Attirando gli sguardi dei clienti che incrociavo col carrello, esponendo a tutti la targhetta sul petto con stampato il mio nome. Mi serviva una lampadina da quaranta watt, quella dell'abat jour in camera mia s'era fulminata. Per arrivare prima all'apposito reparto ho tagliato per il corridoio dei giocattoli; l'occhio m'è cascato sull'ultimo scaffale sulla destra, quello dei peluche. La tentazione è stata troppo forte. Ne ho preso uno, un cagnolino di pezza grigio col muso nero schiacciato, come ce l'hanno i carlini. Non so ancora perché l'ho comprato. Sta di fatto che poi mi sono scordato di prendere la lampadina...BR Ma... non m'interessava più di tanto. Perché mi sarei dovuto preoccupare di non avere più luce in camera da letto, se tanto il buio ce l'ho nel cuore? Tornato a casa ho buttato le borse della spesa sul tavolo della cucina; poi mi sono messo a frugare nei sacchetti in cerca del cagnolino di pezza... Non riuscivo a trovarlo, e per un attimo il panico s'è impossessato di me: temevo che alla cassa non l'avessero fatto passare, o che mi fosse caduto in terra al parcheggio. Nella foga della ricerca ho fatto cadere una bottiglia di passata di pomodoro; l'esplosione del vetro sul pavimento mi ha fatto sobbalzare, ma in quell'istante ho scorto il peluche in fondo al sacchetto, e di colpo i vetri in frantumi immersi nel denso e profumato sugo rosso sono diventati un problema secondario... Mi sono rigirato con cura il morbido cagnolino tra le mani, sprofondando nel silenzio della casa vuota, mentre fuori nevicava. Pensavo alla persona a cui mi sarebbe piaciuto regalarlo. Pensavo che un gesto tanto audace non potevo permettermelo, mi sarei esposto troppo. E poi a lei non importa nulla di me...BR Il cellulare ha squillato.BR Non ho guardato chi era: voglio immaginare che fosse lei.BR La mia salvezza...BR
Maurizio Ragusa