Scotti Energia, tolti gli arresti domiciliari
b PAVIA./bb Tutti liberi, tranne uno. Gli indagati dell'inchiesta della Scotti Energia non sono più agli arresti domiciliari. Per Cinzia Bevilacqua i termini sono scaduti, mentre per Giorgio Radice la misura è stata revocata. Resta valida solo per Massimo Magnani, ieri ancora interrogato.BR /b Magnani, che era stato già interrogato prima di Natale, è stato sentito ancora ieri alla presenza dei suoi avvocati, Graziano e Yuri Lissandrin, al comando della Forestale, su delega dei pubblici ministeri. Magnani, secondo quanto è stato possibile sapere, avrebbe fornito altri chiarimenti sulla gestione dell'impianto, sulle aziende che conferivano i rifiuti e sul suo ruolo, entrando anche nel merito dei rapporti con il Gse, il gestore nazionale che aveva pagato, con 28 milioni di euro, l'energia prodotta dall'inceneritore al Bivio Vela. Magnani, indagato in qualità di ex direttore dell'impianto, è l'unico per il quale resta ancora in piedi la misura degli arresti domiciliari che è stata invece revocata al presidente della Scotti Energia Giorgio Radice (difeso da Andrea Schietti di Milano) e al consigliere delegato Giorgio Francescone (difeso da Lissandrin e Fabrizio Gnocchi). Per loro tre, il giudice aveva disposto altri 60 giorni di arresti domiciliari. Sono scaduti il 17 dicembre, invece, i termini dei 30 giorni per l'impiegata Cinzia Bevilacqua (avvocato Alessandra Stefano) e Marco Baldi, titolare del laboratorio di Analisi di Genzone dove lavorava anche Silvia Canevari (difesa da Angelo Merlin) che era stata la prima a tornare in libertà. Resta ancora sospeso, tuttavia, l'appello della procura di Pavia, che aveva chiesto la carcerazione per tutti (in sette erano finiti ai domiciliari il 17 novembre per truffa, falso e frode nelle pubbliche forniture). Il Riesame di Milano, che deve valutare questa richiesta, non ha però ancora fissato l'udienza. (m. fio.)BR