Fiat, Cofferati con la Fiom contro l'accordo
bROMA. /bRiflettori accesi sul debutto in Borsa della 'doppia Fiat". Questa mattina l'ad del Lingotto Sergio Marchionne taglierà il nastro per le contrattazioni di Fiat Industrial (camion e trattori), separate da Fiat Spa (l'auto e altri asset). L'occhio del mondo economico e finanziario sarà quindi fisso su Piazza Affari, ma la mente non potrà che andare anche all'altro grande tema sul tappeto, e cioè i rapporti tra Cgil e Fiom in vista del referendum sull'accordo di Mirafiori: tema nel quale Sergio Cofferati è sceso in campo a fianco dei metalmeccanici.BR Per quanto riguarda il debutto in Borsa, chi detiene azioni «ex-Fiat» avrà in portafoglio entrambi i due titoli del Lingotto scambiati a partire da domani: per ogni azione Fiat riceverà un'azione Fiat Industrial della stessa categoria. Le «scommesse» degli investitori sul valore che il mercato darà ai due titoli hanno portato, giovedi all'ultima chiusura di Borsa, le «vecchie» azioni Fiat a 15,43 euro (+2,94%). Resta da vedere se verranno rispettate le stime di Bloomberg (6,65 euro per Fiat, 9,40 per Fiat Industrial).BR Prosegue intanto il dibattito tutto interno alla Cgil sull'accordo di Mirafiori, in vista del referendum che si terrà entro il 15 gennaio, e a pochi giorni dal possibile momento della verità rappresentato dall'assemblea dei rappresentanti delle Camere del Lavoro italiane, in programma l'11 gennaio a Chianciano. «Se si è teorizzato che il referendum è sempre lo strumento di accertamento della volontà dei lavoratori allora bisognerà prendere atto del risultato anche questa volta» e «rispettare il voto» anche se dovesse vincere il si. Con queste parole, in un'intervista al Corriere della Sera, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, scende in pressing sulla Fiom, profilando una «soluzione tecnica» che «si vedrà al momento opportuno» per «accettare il risultato per quanto riguarda tutte le materie contrattuali dell'accordo, ma non per quelle indisponibili».BR L'obiettivo è quello di «restare dentro la fabbrica», piuttosto che «subire un disegno di esclusione a danno della Fiom». Uno scenario che non convince il leader della Fiom, Maurizio Landini, fedele alla linea secondo cui negli statuti di Cgil e Fiom «è scritto chiaramente che non si possono firmare accordi che ledano i diritti dei lavoratori». Linea condivisa anche da Cofferati: «A rendere impossibile la firma dell'intesa su Mirafiori da parte della Fiom - spiega l'ex segretario generale - ancor prima del giudizio negativo espresso del sindacato dei meccanici sul testo conclusivo presentato dalla Fiat, sono i decisivi vincoli statutari».BR