Pezzani, via al contrattacco
VOGHERA.Il comitato parenti dei ricoverati alla 'Pezzani" ha fatto un ultimo tentativo per scongiurare l'aumento di 50 euro al mese. Un rincaro che prenderà il via dal primo gennaio. Ma i vertici dell'Asp (l'azienda servizi alla persona) hanno respinto ogni richiesta.
«Nell'indifferenza assoluta del mondo politico vogherese - scrive il comitato - si sta riaffermando un concetto che pensavamo ormai superato, e che era stato sconfessato a dicembre 2008 anche dall'allora segretario di Forza Italia, Gianpiero Rocca: il ricoverato della Pezzani usato dalla direzione della stessa come un bancomat». «Quando presunte esigenze di bilancio lo richiedono, o meglio bisogna coprire qualche buco o bisogna fare liquidità, si aumentano le rette. Che questa sia la prima regola economica usata anche da questo Cda appare chiaro nelle parole del presidente che, rispondendo a un appello congiunto delle organizzazioni sindacali e del comitato al prospettato aumento di retta, risponde: 'Vengano loro a fare il bilancio"».
I parenti lamentano scarsa attenzione dalla politica: «Sappiamo tutto dei curricula di questo o quel dirigente di ente partecipato, ma nessuna forza politica interroga la direzione della Pezzani su come giustifica un aumento di 600 euro della retta annua di un ricoverato». «Le due interpellanze presentate all'ultimo consiglio comunale dalla minoranza non sono state discusse». E ancora: «Nulla si sa delle verifiche che il sindaco dichiarava essere necessarie dopo che il Cda della Pezzani aumentava le rette senza averlo preventivamente informato. Intanto il tempo passa e il primo gennaio arriva e con esso l'aumento 'ingiustificato" delle rette, se qualcuno non interviene a congelare la decisione prima delle verifiche auspicate».
Cosi, i parenti dei ricoverati hanno pensato di agire in proprio: «Una cosa è certa: come comitato porteremo in futuro le nostre segnalazioni di disservizio, che adesso venivano segnalate con lettera scritta solo alla direzione, anche alla stampa, in modo che chi non conosce direttamente la realtà della Pezzani, possa saperne. Speriamo che almeno, se ci sarà un aumento, serva a migliorare la qualità di una mensa che da tre anni è oggetto di continue lamentele da parte di parenti dei ricoverati e da parte del comitato al direttore dell'Asp, senza che questo intervenga in modo fattivo per migliorare la qualità del cibo somministrato. Anzi, come ultima determina dirigenziale ha prorogato il contratto allo stesso fornitore per altri sei mesi». «Oppure - conclude il comitato - si possa avere un aumento di personale là dove serve, in modo che possa garantire omogeneità di servizio prestato ai ricoverati. Attualmente, a parità di retta in alcuni reparti sono assistiti da tre operatori o più, in altri reparti solo da due». (f.m.)