Cozzo, scampati al rogo
COZZO.Hanno trascorso la notte accampati in soggiorno, ma a casa loro, malgrado l'incendio abbia distrutto il tetto: «Da qui non ce ne andiamo, i vigili del fuoco hanno detto che la soletta è sicura». Rosalia Berto, 59 anni, ex infermiera professionale, abita con il marito Angelo Delborghi al 18 di via Mortara, nella villetta autonoma dove martedi sera sono divampate le fiamme a causa del surriscaldamento della canna fumaria collegata al caminetto a legna. Per sedare il rogo ci sono volute 4 ore di interventi e quindici vigili del fuoco per tre squadre in arrivo da Vigevano, Mortara, Mede. Danni ingenti ancora da quantificare: dei 200 metri quadri di tetto non è rimasto nulla. Ma la casa non corre il rischio di cedimenti o crolli strutturali.
Ieri la coppia di pensionati era impegnata nelle prime operazioni di pulizia. Il pranzo eccezionalmente fuori casa, ospiti da un vicino. «Il primo piano è allagato - ha raccontato la donna -. Vorrà dire che faremo a meno della camera da letto. Ci arrangiamo al piano terra finchè serve. Poteva andare peggio. I danni saranno pesanti, ma l'importante è che siamo ancora vivi». L'incendio si è sviluppato mentre marito e moglie guardavano la tivù al piano terra. Dall'esterno rumori di scoppi, un crepitio inspiegabile. «Ho controllato nel vano scala interno e il rumore aumentava. Al piano superiore ho visto un bagliore filtrare dalle finestre: era il tetto di casa mia». Nelle ore dell'emergenza sono accorsi i parenti e i vicini, il sindaco Paola Patrucchi con i vigili incaricati di gestire la viabilità lungo la provinciale. L'Sos è rientrato solo a mezzanotte con la conferma dell'agibilità. (si.bo.)