Senza Titolo


CASO FOSCOLO
Scuola palestra di libertà
e valori: è un'utopia?

Sarà perché il Foscolo di Pavia è la scuola dei miei esami di Vª ginnasio e degli indimenticabili esami di maturità, sarà ancora di più perché gli anni ormai lontani in cui ho insegnato con tanta passione religione mi sono rimasti nel cuore, ciò che accade in quel liceo classico mi coinvolge sempre.
Avevo letto con attenzione la lettera di Irene e il suo commento, caro direttore, e mi sono sentito ringiovanire: che meraviglia, mi sono detto, una ragazza cosi appassionata, cosi intelligentemente concreta, cosi libera interiormente, che arrivata al termine dei suoi anni di liceo esprime l'idea di un progetto di scuola coinvolgente, che sappia interpretare le aspirazioni umane di giovani studenti, che risponda davvero alla sua identità di scuola elaboratrice culturale. Mi sono sentito riportare ai quei meravigliosi anni nei quali il problema che cercavamo di affrontare al Foscolo, nelle ore di religione, era proprio quello di far diventare vita lo studio cosi assillante delle varie materie scolastiche.
Poi, dopo qualche giorno, sono rimasto sconcertato leggendo che Irene era stata convocata dal preside, «avvertita» della possibilità di essere sospesa per quindici giorni, di prendere il cinque in condotta, di essere quindi bocciata. Mi sono sentito ripiombare nella più totale oscurità dei nostri giorni di «fine impero», come anche il Papa ha detto nel giorno di Natale.
Ma come, ma perché? Irene ha violato il regolamento? Un regolamento può diventare strumento che impedisca a una giovane di volare oltre i muri ristretti dei nostri cortili? Una scuola che punisce una sua alunna che ha il coraggio di esprimere le sue idee, di sostenerle, di ribadirle? Ma se la scuola, che dovrebbe essere palestra di libertà, di dialogo, di confronto, entra con questa violenza nella vita di una giovane, davvero allora la nostra Italia ha smarrito quanto di più grande la poteva contraddistinguere.
Irene ha offeso qualcuno? Credo che non sia motivo sufficiente, ai nostri giorni sguaiati, per una reazione di questo tipo. Stimo molto il preside Fergonzi per pensare che non abbia la possibilità di accogliere la lettera di Irene invece come occasione per la ripresa di un cammino coraggioso, ricco, nel nostro mondo complesso.
Ho riletto l'intervento di Irene. Leggendo in positivo, il suo messaggio in realtà chiede una riflessione che coinvolga tutte le componenti, soprattutto gli studenti, per dare un volto autentico alla scuola; chiede una scuola in cui si impari a dialogare, che sia formatrice di persone libere e responsabili, che sappiano fare delle idee la luce che illumina la concretezza della vita e che siano inserite nel tessuto della vita; una scuola fucina di persone coraggiose che sappiano essere testimoni di valori validi anche se impopolari per molti; una scuola che, proprio perché offre cultura, formi persone capaci di ascoltare i problemi anche drammatici che nascono dalla storia che viviamo.
Mi sembrano proposte grandi quelle suggerite da Irene. Forse io, nonostante l'età, sono rimasto un utopista incorreggibile. Mi auguro che Irene trovi molti tra i suoi compagni che condividano la sua passione e con il suo coraggio e senso di responsabilità, sappiano infondere alla scuola vitalità nuova perché possa svolgere il suo ruolo di formazione di personalità ricche di cultura e di umanità.
Gianfranco PomaPavia

PAVIA
L'impronta a tutto campo
dell'ingegno di Vittorio Grevi

Le espressioni di cordoglio per la scomparsa di Vittorio Grevi provengono nella quasi totalità - com'è naturale e prevedibile - da colleghi economisti, sociologi, politologi e da esponenti del mondo politico. Ma il grande apprezzamento di cui Grevi era e è oggetto si manifesta ben oltre i confini del territorio accademico e professionale in cui agiva. Ma era altissima la considerazione di cui universalmente godeva anche nell'area delle scienze naturali. E continua a godere, in quanto rimane sempre vivo fra noi per avere molto seminato, non solo nella dottrina, e non solo attraverso l'impegno nella formazione di numerosi allievi, svolto con amore; ma anche lasciando la sua impronta nella concretezza dell'universo legislativo.
Di questo intellettuale - profondamente impegnato nel cuore della realtà del nostro Paese - mancheranno a tutti noi, colleghi, e lettori di qualunque livello di formazione, il magistero, la scrittura limpida, la rara chiarezza espositiva con cui ha reso comprensibili argomenti complessi ai non esperti, la straordinaria capacità di esprimere le critiche in modo genuinamente razionale, mai animoso, mai aggressivo. Nello stesso tempo egli è stato interprete schietto della realtà senza giri di parole, senza timore di esporsi, con un rispetto rigoroso dell'oggettività.
A chi l'ha conosciuto di persona mancheranno moltissimo l'inesauribile vena pedagogica e chiarificatrice, l'aperta cordialità e la ricchezza umana.
Alessandro CodaPavia

BELLA POLITICA
Progetto che mette insieme
le tre anime della provincia

E' con rammarico che rilevo lo scarso spazio che la Provincia pavese ha voluto dedicare il 15 dicembre alla notizia: «Un chiostro per Sant'Agostino, restauri al Castello». Si tratta di una notizia importante sia per i risvolti economici, ma soprattutto per l'azione di responsabilità politica e di progettazione che è stata messa in campo da tutti i partner aderenti al progetto.
Per la prima volta (forse) si sono messe insieme le tre anime del Pavese: Lomellina, Pavese e Oltrepo. Sono state messi da parte, con intelligenza e buona politica, schieramenti e campanilismi. Va sottolineato quanto sia importante che si sia deciso di impegnare la politica, quella vera, per mettere a sistema una gran parte di patrimonio culturale materiale per un nuovo sviluppo economico e sociale del Pavese.
A mio avviso questa poteva essere una di quelle «belle notizie» che si poteva portare a conoscenza dei cittadini e dei lettori per dimostrare che non esiste solo la politica che pensa solo al proprio e non riesce a pensare alla globalità.
In questo progetto non ci sono solo soldi, ma c'è sviluppo, sostenibilità, ci sono le anime del Pavese come Sant'Agostino, ci sono castelli, territorio e storia, ci sono gli uomini, il paesaggio e ci sono il nostro essere stati un popolo e il divenire un comunità sempre più forte.
Fabio Signorelliassessore lavori pubblici e urbanistica, Linarolo

IL RICORDO
Indimenticabile prof. Lanzi
scienziato e uomo buono

Abbiamo appreso che pochi giorni fa si è svolta a Pavia una commemorazione del prof. Giovanni Lanzi organizzata dall'Istituto Mondino. Siamo molto dispiaciuti di non essere stati informati e quindi di non avere potuto partecipare.
Il Prof. Lanzi è stato uno dei fondatori e per molti anni direttore scientifico della Iagsa (International Aicardi - Goutières Syndrome Association). Ha sempre messo a disposizione delle famiglie tutta la sua professionalità ed è stato per noi genitori un punto fermo senza il quale mai si sarebbero potuti raggiungere i risultati che stiamo ora ottenendo e portando avanti.
Avremmo voluto testimoniare non solo il suo grandissimo valore in campo scientifico nazionale ed internazionale, ma anche la sua grande umanità che fino all'ultimo giorno della sua vita lo ha fatto essere un grandissimo amico della Associazione.
Per tutto questo esprimiamo il nostro rammarico anche a nome delle famiglie della Iagsa che non potranno mai dimenticare la sua figura di medico e di scienziato, ma soprattutto il suo sorriso di uomo buono verso i bambini sofferenti.
Arch. Nadia Cairatipresidente Iagsa Fiammetta Boni Longopast-president Iagsa via e-mail

SAN MARTINO
Babbo Natale
manca l'appuntamento

Il 24 dicembre alle ore 20 era previsto, in piazza Berlinguer a San Martino, il festeggiamento per l'arrivo del Natale. Il Comune si era fatto carico di organizzare la slitta, il coro e il presepe e di distribuire dolci, vin brulè e doni. I bambini delle scuole erano poi stati invitati con i loro genitori a partecipare per consegnare i loro regali ai bambini più bisognosi. Niente di tutto ciò è avvenuto.
I bambini hanno aspettato invano Babbo Natale e nessuno del Comune ha avuto la sensibilità di avvisare. E' stato un triste spettacolo vedere i bambini con i loro doni aggirarsi nella piazza e poi ritornare mestamente alle loro case. Il Comune di San Martino che ha rinunciato alle luminarie natalizie per destinare risorse al sociale, ha dimostrato solidarietà solo a parole.

Ivo Prigioni   capogruppo PD   San Martino