Pasticcere per amore
PAVIA.La vulgata del Panettone fino al post scriptum di Angelo Stella, seguiva due filoni tutti milanesissimi. Quello che vuole come suo creatore tal messer Ughetto degli Stellani (quell'Ughetto, però ha una assonanza sospetta con l'ughetta, l'uvetta). Questo prode falconiere abitava nella contrada delle Grazie a Milano ed era perdutamente innamorato dell'Algisa, figlia di un fornaio. Anche lui fornaio per amore, l'Ughetto avrebbe cosi inventato, per far felice il papà dell'Algisa e strappargli in tal modo la mano della figlia, un dolce fatto con pasta dolce e uva sultanina. Fu un successo e l'Ughetto con l'Algisa vissero felice e contenti. Meno fiabesca l'altra panettone-story. Lo scenario è quello della corte degli Sforza, ma anche di Ludovico il Moro (a scelta). Durante una grande cena di gala, al cuoco riusci male il dolce che bruciò. a quei tempi bastava poco per finire sulla gogna. A quel punto uno sguattero tal Toni, cercò di escogitare qualcosa con quello che era rimasto. Il parto del Toni fu servito ed ebbe un tal plauso da essere chiamato il «Pan de' Toni». Da qui panettoni. Pavia mette adesso in dubbio queste storielle medievali.
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