L'Aquila, miniproroga per le tasse

PESCARA. Alla fine, dopo una giornata di discussioni e proteste, e una missione congiunta di politici abruzzesi a Roma, è stato deciso che nel decreto «Milleproroghe» verrà inserita la proroga di sei mesi relativa alla sospensione del pagamento dei tributi, per il terremoto del 6 aprile 2009, da parte della popolazione che vive nei Comuni del cratere. In serata però, nonostante le decisione positiva, un centinaio di cittadini aquilani ha preso d'assalto e occupato la sede del Consiglio regionale, protestando per il diverso tipo di trattamento sulla restituzione delle tasse riservato dal governo nei confronti di chi ha patito il sisma del 6 aprile 2009.
In particolare si contesta il fatto di dovere pagare il 100% delle tasse, anche dal prossimo luglio, quando altrove (Umbria, Marche e Molise) si è pagato il 40%, con rateizzazione in dieci anni, e, per giunta, a distanza di anni dall'evento sismico. In mattinata il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, partono per essere ricevuti a Palazzo Chigi, dove chiedono lumi sulla mancata proroga dei provvedimenti fiscali a favore delle imprese e dei cittadini residenti nel cratere al sottosegretario Letta; quest'ultimo incontra poi il premier e il ministro dell'Economia Tremonti. Intanto la protesta si allarga a macchia d'olio in Abruzzo. La Confcommercio invita le imprese all'obiezione fiscale, la Confartigianato a restituire i certificati elettorali, mentre la Confesercenti snocciola i numeri delle imprese (circa 400) a rischio fallimento; duri gli interventi di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil d'Abruzzo. Poco dopo le 18 arriva l'annuncio della proroga, ma all'Aquila questo non basta più.