Mirafiori, accordo fatto senza Fiom
TORINO.E' stato firmato ieri sera l'accordo fra sindacati e azienda per il rilancio di Mirafiori. Non ha firmato la Fiom, il forte sindacato dei metalmeccanici aderente alla Cgil, come era già successo a Pomigliano. Hanno detto si le altre sigle, Fim, Uilm, Fismic e Ugl.
«Il miglior regalo di Natale che potessimo fare alle nostre persone, una grande opportunità», commenta a caldo Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat. «Grande soddisfazione, un'intesa innovativa, un vantaggio per il paese», aggiunge Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. «Chi non ha firmato il contratto - avverte il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi - non sarà sullo stesso piano rispetto a chi ha firmato».
L'accordo prevede, da subito, un investimento da un miliardo di euro per trasformare la fabbrica simbolo della casa automobilistica torinese. «Con una gestione unitaria della trattativa - dice Federico Bellomo, segretario provinciale della Fiom di Torino - si sarebbe cambiata la logica del 'o cambia il sindacato o cambia il sindacato". Questo è quanto ci ha proposto la Fiat. Noi abbiamo chiesto passi avanti da parte dell'azienda, ma questi passi non sono arrivati. Anzi, vengono cancellati 20 anni di relazioni industriali. Si butta a mare l'accordo del 1993 e questo, proprio con la più grande industria del Paese e di fronte al silenzio delle altre sigle. E' oltremodo grave che sia l'azienda a decidere quali organizzazioni sindacali possono sottoporsi al voto dei lavoratori». Ieri, nel corso dell'ultima giornata di trattative, azienda e sindacati hanno provato a smussare gli angoli. C'erano, sul tavolo, le questioni dei turni, delle assenze, delle pause e degli straordinari. Sulle assenze Marchionne ha tenuto duro. Sostiene che nella fabbrica di Torino le assenze per malattia sfiorano l'8% e Fiat punta a portarle al 3%. Per questo Fiat vorrebbe non pagare i primi tre giorni di malattia (quelli a carico dell'azienda perchè l'Inps paga solo dal quarto giorno in avanti) nel caso di malattie brevi, ripetute e a ridosso delle feste. Braccio di ferro anche sui turni, con Fiat che chiede 10 turni settimanali (due per cinque giorni) e 120 ore di lavoro straordinario obbligatorio all'anno. C'è anche la proposta di una settimana 'cortissima", fatta di quattro giorni di lavoro, ma con turni di 10 ore. In discussione anche le pause e la mensa a fine turno. «Il piano è qualcosa di unico - dice Marchionne - e con il 51% dei favorevoli siamo pronti a fare l'investimento. Dallo storico impianto di Torino usciranno Suv di classe superiore, destinati ai mercati di tutto il mondo. In questo modo si dà un futuro ai 5500 dipendenti di Mirafiori». Il prossimo passo sarà il voto dei lavoratori. Vi parteciperanno tutti o solo quelli legati ai sindacati che hanno firmato l'accordo? In serata l'ultimo attacco Fiom: «Perché accordi dappertutto e non a Torino? Perchè Fiat vuole sperimentare un modello che superi il contratto di lavoro». (g.f.)
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