Gli ex operai Neca restano al lavoro
PAVIA.Rissa sfiorata al Mezzabarba sul caso della cooperativa che dà lavoro agli ex operai Neca e rischia di perdere il contratto, fondamentale, dei servizi cimiteriali. Urla, assalto ai banchi della giunta con i vigili che separano lavoratori e amministrazione e poi, a mezzanotte, ordine del giorno condiviso e recuperato dagli archivi dell'anno scorso che cerca di tamponare la crisi. Con gli ex operai Neca che incassano la promessa di continuare ancora nel loro lavoro.
Il Consiglio prenatalizio si apre con il presidio dei 15 lavoratori della coop 'Unione per il lavoro" sotto il municipio: canti popolari diffusi dalle casse fino a Strada Nuova, fiaccole e falò con caldarroste. Poi i lavoratori salgono in Comune per ascoltare la discussione sulle interrogazioni presentate da Vigna dell'Idv e Francesco Brendolise del Pd. Il presidente del consiglio comunale Raffaele Sgotto dà la parola anche a Pasquale Di Tomaso a nome dei lavoratori che legge un volantino nel quale chiede di rinnovare gi appalti del Comune e dell'Azienda servizi municipalizzati che, dal 2003 ad oggi, hanno garatito uno stipendio ai 15 soci lavoratori della cooperativa. Tutto bene fino a quando l'assessore Luigi Greco non accende il microfono per spiegare che la volontà politica è di mantenere tutti i contratti per garantire il lavoro alla Coop, ma che si deve trovare un percorso burocratico adatto visto che la legge impedisce l'affidamento diretto del contratto dei servizi cimiteriali.
Contratto che supera i 20mila euro l'anno e che quindi, per una norma approvata dal Comune con la precedente amministrazione, può essere affidata solo dopo aver indetto una gara d'appalto. Vigna e Brendolise attaccano l'amminisrazione spiegando che la legge regionale supera il regolamento e consente l'affidamento diretto a cooperative di tipo B come quella di Pavia.
Greco chiede di cambiare il regolamento per consentire ai dirigenti di dare il via all'operazione. Poi, però, una lavoratrice chiede di parlare oltre al delegato Pasquale Di Tomaso: il presidente Sgotto le rifiuta la parola e fa ricorso ad una espressione infelice: «Qui comando io e decido io chi parla».
Apriti cielo. In aula si scatena la bagarre tra urla e insulti: devono intervenire vigili e messi a fare da barriera tra i lavoratori e Sgotto e ristabilire l'ordine non è semplice. Ci prova l'assessore Sandro Bruni che ha la delega al lavoro e chiede pazienza per trovare una soluzione che non urti con il regolamento comunale ma consenta comunque di tornare all'affidamento diretto. Ci riesce Andrea Albergati che ripesca l'ordine del giorno approvato all'unanimità l'anno scorso sulla stessa vicenda: 48 ore di tempo e un tavolo aperto ai capigruppo del Consiglio per trovare la strada che riporti all'affidamento diretto dei servizi cimiteriali alla cooperativa Unione per il lavoro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stefano Romano