«Stupro, la ragazza si inventò tutto»
GERENZAGO.Il castello delle accuse, che avevano portato in carcere per violenza sessuale Diego Cogoni, uno studente di 23 anni di Gerenzago, sta crollando sotto i colpi delle perizie. La relazione psichiatrica depositata l'altro ieri in Procura a Monza conclude dicendo che la ragazza di 20 anni, che aveva denunciato per stupro il giovane, conosciuto su Facebook, potrebbe essersi inventata tutto. «Non è attendibile - dice l'esperto -. La ragazza rievoca il proprio vissuto rielaborandolo in maniera personale. Il comportamento, inoltre, non è compatibile con quello di chi ha subito violenza. Per questo lei è incapace di testimoniare». La perizia ha costretto il magistrato Stefania Di Tullio a chiedere la revoca, poi accolta dal gip, dell'incidente probatorio che era stato fissato pochi giorni fa per sentire la presunta vittima. «A questo punto il fascicolo nei confronti del mio cliente si basa sul nulla», dice l'avvocato di Cogoni, Marco Casali. Il prossimo passo della Procura di Monza potrebbe essere a questo punto, a meno di sorprese, la richiesta di archiviazione del caso. Manca, a chiudere il cerchio, solo l'esito delle perizie informatiche sui computer, che erano state disposte per cercare il presunto video della violenza di cui la ragazza aveva parlato nella sua denuncia. Un racconto che la perizia psichiatrica rende di fatto inutilizzabile. Insieme a Cogoni, erano stati arrestati, per la vicenda che risale al 5 agosto, Daniele Pasquini, un ragazzo di 18 anni di Pieve Fissiraga, e e un ragazzo di 17 anni che abita nel lodigiano. Gli amici erano finiti in carcere per violenza sessuale di gruppo: secondo l'accusa avevano dato appuntamento alla ragazza e poi l'avevano violentata. Una ricostruzione che ora è in discussione. (m. fio.)