Gasparri: «Assassini tra i manifestanti»
ROMA. Gli studenti organizzano la nuova protesta di domani, Gasparri parla di «potenziali assassini» tra i manifestanti provocando ancora la reazione delle opposizioni. Ma è il Presidente Napolitano a irrompere sulla scena: «I ragazzi devono essere ascoltati». Parole misurate, ma chiare, rivolte al governo: «Guai sottovalutare il malessere dei giovani».
Il Presidente della Repubblica si mostra preoccupato: «E' un malessere concreto - dice - per la disoccupazione e per la precarietà e scarsa qualità dell'occupazione, per l'incertezza del futuro, per il vacillare delle speranze e degli slanci che dovrebbero accompagnare l'ingresso nell'età adulta. Cosi - aggiunge - dobbiamo leggere anche le recenti contestazioni, non riferibili solo a un singolo provvedimento di legge. E' dunque necessario cercare e aprire nuovi canali di comunicazione e di scambio con le nuove generazioni».
Le parole del Quirinale sembrano però cadere nel vuoto. Pochi minuti dopo infatti il Presidente del Consiglio Berlusconi commenta cosi: «La riforma è tutta per gli studenti, non riesco a capire queste manifestazioni. In questa riforma non è stato aumentato nulla per quanto riguarda i costi degli studenti». Del resto era stato lo stesso premier a infiammare la piazza sostenendo che «gli studenti veri sono a casa a studiare».
Si avanza cosi, in un clima di timore di nuovi scontri scandito dalle dichiarazioni di esponenti della maggioranza giudicate «provocatorie e irresponsabili». Il senatore del Pdl Gasparri ha concesso una replica dopo che domenica aveva parlato di «arresti preventivi tra gli studenti». Ieri ha invitato i genitori a tenere i ragazzi a casa: «Quelle manifestazioni sono frequentate da potenziali assassini». Questo mentre il ministro La Russa spiegava che le parole di Gasparri sugli arresti erano state fraintese: «Voleva dire che prevenire è meglio che curare non avendo scrupoli nel mettere in condizione di non nuocere chi infrange le leggi». Insomma, stesso concetto con altre parole.
Il sindaco Alemanno ieri ha avvertito che «il centro di Roma non si può devastare», invitando gli studenti a chiedere l'autorizzazione per il corteo al Comune di Roma. Ma gli universitari non sembrano dello stesso avviso. E il vicepresidente dei senatori del Pdl, Quagliariello, ha invitato ad abbassare i toni dopo aver appreso delle parole di Gasparri: «Non si può condannare l'intero movimento per le colpe di qualcuno».
Si fa viva anche la Lega Nord con il presidente dei senatori Bricolo, che torna sull'idea di applicare il Daspo ai manifestanti. Sembrava materia ormai superata, ma non per il Carroccio: «Il Daspo è la proposta giusta di fronte a vere e proprie guerriglie urbane, ed è giusto intervenire con misure più efficaci anche alla luce dei magistrati buonisti che non applicano con rigore le leggi».
I numerosi inviti alla calma, a non incendiare un clima che dopo gli scontri del 14 resta arroventato, sono ignorati dunque da Pdl e Lega. «Gasparri che soffia sul fuoco, che paventa e in realtà si augura incidenti e scontri è il vero provocatore di professione, il black bloc. Se non fossimo democratici convinti ne chiederemmo con forza l'arresto preventivo fino a dopo Natale» dicono i senatori del Pd Della Seta e Ferrante. Mentre il segretario Pier Luigi Bersani lancia un appello agli studenti perché isolino i violenti, ribadendo comunque di sostenere le loro ragioni.
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Paolo Carletti