Bilancio, salvataggio a metà


VIGEVANO. Tutta l'opposizione è uscita dall'aula per non partecipare al voto. Quindi, la fidejussione di 2,5 milioni di euro chiesta al Comune da Unicredit Banca spa è passata con i soli voti della maggioranza Lega Nord-Polo laico.
E' l'esito delle votazioni del consiglio comunale convocato d'urgenza, ieri mattina, per dare il via libera alla garanzia fideiussoria a favore della Società di cartolarizzazione (Sca) Vigevano Futura, che Unicredit ha chiesto al Comune. La Sca è controllata al 100% dal Comune e ha ottenuto da Unicredit un prestito di 2.5milioni di euro per acquistare dell'ente una serie di aree pubbliche da vendere. L'operazione contabile serve al Comune incassare subito i soldi e rispettare il Patto di stabilità. Il finanziamento chiesto era di 4milioni di euro, ma Unicredit ha dato l'ok a un prestito inferiore. L'assessore all'urbanistica Luigi Grechi ha spiegato che, anche se la banca darà 2,5milioni di euro e non i 4milioni richiesti, il Comune riuscirà a rispettare i parametri del Patto di stabilità. Perché, nel frattempo, la Regione ha versato alle casse comunali un contributo di 934mila euro per la costruzione delle nuove case popolari.
Domani si riunirà il consiglio di amministrazione della Sca, per valutare le condizioni richieste da Unicredit, ieri indicate dall'assessore Grechi: opzione tra tasso variabile attorno al 5% o tasso fisso al 5,8%. La Sca sembra indirizzata verso la seconda possibilità «anche perchè - ha detto Grechi - il tasso fisso esclude oscillazioni della rata semestrale di 350mila euro». Nel contratto sarà inserita anche la clausola della possibile estinzione anticipata del mutuo senza penali. Perché il Comune, ha detto Grechi, pensa di poter coprire il debito prima della scadenza, con la vendita delle aree edificabili cedute alla Società di cartolarizzazione. Maggioranza e minoranza, rispettivamente con Giuseppe Bellazzi (Polo laico) e Michele Bozzano (Pd) hanno fatto rilevare che non è stata la Banca di Sondrio, titolare del servizio di tesoreria del Comune, a concedere il prestito.
Il Pd, che aveva suggerito la soluzione della Sca alla maggioranza, ieri non ha partecipato al voto. «Un'operazione rischiosa che si muove verso il baratro e non seguiamo l'amministrazione - ha detto Carlo Alberto Motta (Pd) -. La Sca non ha autonomia, visto che la banca chiede garanzie al Comune». «La Sca non è una scatola dei sogni - ha detto Barbara Verza (Pd) -. Qui se ne sta abusando, diventa un'overdose di immobili da costruire». Il sindaco Andrea Sala ha replicato che è l'unico modo per rispettare il Patto di stabilità: «Non abbiamo un bilancio pieno di buchi. Vogliamo solo rispettare il Patto. Il vero problema è lavorare al nuovo bilancio. Saranno necessari tagli, vedremo dove, ma non vogliamo aumentare le rette per le scuole e i servizi a domanda individuale».

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Denis Artioli