«Pressioni Usa sulle indagini»


MILANO. Secondo il settimanale tedesco 'Der Spiegel", gli Stati Uniti fecero pressione per condizionare l'inchiesta italiana sugli agenti Cia coinvolti nel sequestro di Abu Omar.
L'imam di Milano fu rapito da agenti americani nel 2003 e trasferito nel suo Paese (l'Egitto) dove è stato torturato e incarcerato con l'accusa di essere vicino a gruppi terroristici. Gli Stati Uniti, per salvare gli agenti Cia, si sono mossi prima attraverso «canali diplomatici», ma in seguito anche con «colloqui di alto livello con il primo ministro italiano Silvio Berlusconi». Tra le richieste, quella di ottenere che i magistrati non spiccassero un mandato di cattura internazionale contro gli agenti coinvolti nel sequestro dell'Imam. L'informazione sarebbe ricavata da alcuni cablogrammi inviati a Washington dalla sede romana dell'ambasciata Usa, documenti successivamente ottenuti da Wikileaks.
Secondo il giornale tedesco che ha pubblicato un servizio, questi «dispacci segreti» sono particolarmente imbarazzanti per Berlusconi. Le pressioni risalirebbero al 2006 (ma risultano incontri anche nel febbraio di quest'anno) e il capo del governo italiano, stando almeno ai dispacci, avrebbe dato assicurazione ai diplomatici Usa che il caso sarebbe stato seguito con «benevolenza».
Dai dispacci si rileva che il 6 febbraio di quest'anno Berlusconi riceve a Palazzo Chigi il segretario Usa alla Difesa, Robert Gates. Il premier intanto si lancia contro «il sistema giudiziario italiano dominato dalla sinistra». Poi dice che «in appello la corte giudicherà in nostro favore», facendo intendere che le sentenze del processo di secondo grado sarebbero state più benevole per gli imputati in quanto «le Corti d'Appello sono meno politicizzate».
E' invece successo il contrario perchè solo 4 giorni fa agli uomini della Cia è andata peggio che in tribunale. Infatti è stata aumentata da 7 a 9 anni la condanna per Bob Lady, responsabile della 'stazione di Milano" mentre i 21 funzionari coinvolti (nessuno è mai stato arrestato perchè tutti sono tornati in fretta e furia negli Usa) hanno visto le loro condanne aumentare da 5 a 7 anni.
Ma torniamo ai colloqui del premier con Gates. Berlusconi va a ruota libera (gli accade spesso) confidando nella segretezza del diplomatico. Si capisce che Gates ha a cuore le sorti del colonnello Joseph Romano, comandante la base Usa di Aviano (Pordenone). E', infatti, ad Aviano che Abu Omar viene trasportato (a bordo di un furgone) dopo il sequestro a Milano e da li, in aereo, trasferito in Egitto. Va detto che, invece, nella sentenza di appello la pena per Romano è stata aumentata da 5 a 7 anni.
In serata ecco le reazioni a quanto reso noto da Wikileaks. Ferdinando Pomarici, ex capo della Dda a milanese, dice: «Non mi sembra una novità che i governi, sia Prodi che Berlusconi, abbiano risentito pesantemente degli interventi degli Stati Uniti». E prosegue: «I governi che si sono alternati in Italia non hanno mai dato corso alle richieste di arresto che la magistratura di Milano aveva avanzato secondo il trattato italo-americano». Invece il Pd chiede che Berlusconi venga sentito dal Copasir. Per il legale della moglie di Omar viene confermato il ruolo degli Usa nel condizionare le indagini.

Gigi Furini