Salvadeo verso il fallimento Entro fine anno il verdetto in tribunale
VOGHERA. La Salvadeo verso il fallimento. Il tribunale civile di Voghera si è riservato la decisione sull'istanza presentata dalla stessa proprietà della storica azienda di Oriolo, ma tutto lascia credere che l'esito non potrà essere che quello. Il verdetto è atteso entro fine anno, ma potrebbe arrivare già la prossima settimana.
«Abbiamo prodotto in udienza i libri contabili e la documentazione necessaria - spiega l'avvocato Antonio Rossi, con la collega Cristina Bellomi legale della famiglia Menoncello di Milano, che rilevò lo stabilimento nel 2005 - E riteniamo che sussistano tutti i requisiti affinchè l'istanza di fallimento in proprio venga accolta positivamente. Per quanto ci risulta, anche la relazione presentata dalla Guardia di finanza dopo le verifiche sul fatturato aziendale, non avrebbe nulla da eccepire in merito. Lasciamo comunque ogni decisione al tribunale civile». Una volta decretato il fallimento, si procederebbe alla nomina del giudice delegato e del curatore. Sbocco pesante, doloroso, ma che sarebbe ormai inevitabile di fronte all'impossibilità per l'azienda vogherese di resistere sul mercato e di fronteggiare una concorrenza agguerritissima. Nel frattempo, l'avvocato Rossi comunica di aver versato ai diciassette dipendenti un «sostanzioso acconto» della busta paga di agosto.
La sorte sempre più incerta dei lavoratori della Salvadeo rappresenta, ovviamente, l'aspetto più delicato della vicenda, con i sindacati che seguono con attenzione gli sviluppi sul fronte giudiziario. Nata nel 1944, come fabbrica specializzata nella lavorazione meccanica e nell'assemblaggio di macchine utensili per la lavorazione del legno, l'azienda di via Oriolo ha conosciuto un primo, grave momento di difficoltà all'inizio degli anni Duemila, fino all'acquisizione da parte dell'attuale proprietà. I piani di rilancio, sempre puntando sulla produzione di macchine utensili di precisione, si sono poi scontrati con il nuovo peggioramento dello scenario economico, che ha fatto precipitare ancora la situazione, fino al probabile esito del fallimento. Unica, parzialissima conso- lazione per i dipendenti della Salvadeo, il fatto che per loro esista, almeno sulla carta, la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali (cassa integrazione o mobilità), visto che il numero dei lavoratori supera la quota minima di quindici. Una possibilità che dovrà essere attivata subito dopo la sentenza del Tribunale civile. Si profila comunque una triste conclusione per un nome storico nel panorama industriale vogherese, altra azienda che si appresta ad ammainare bandiera nello scenario generale della crisi.
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