Travolto e ucciso da un'auto
CHIGNOLO PO. Era ancora buio ieri mattina quando Carlo Ricciotti Panigada è uscito di casa e ha imboccato via Mariotti, alla frazione Lambrinia di Chignolo Po. Un 'auto lo ha investito, mentre a piedi raggiungeva la stazione. Inutili i tentativi per salvargli la vita.
Sull'asfalto i segni del gesso bianco, i rilievi dei carabinieri che ieri mattina sono intervenuti sul luogo dell'incidente. Ricciotti Panigada, 79 anni, camminava con il bastone in via Mariotti. A pochi passi da un cancello l'urto con una Panda bianca, guidata da un uomo di 55 anni, anche lui residente a Chignolo Po. Un trauma cranico, il cuore che si ferma, il tentativo di rianimarlo da parte dei soccorritori del 118, poi il decesso all'ospedale di Codogno.
Si svegliava sempre presto Panigada, in pensione da almeno quindici anni, alle 5 del mattino era già in piedi. Anche con il buio, anche con il freddo. E spesso camminava fino alla stazione, appoggiandosi al bastone. A qualcuno diceva che andava a Piacenza, ad altri che andava a lavorare. Proprio come ha fatto ieri mattina, quando poco prima delle 7 è stato travolto da un'auto. Sul posto i carabinieri, il 118, la Croce Azzurra di Chignolo Po. Il trasporto d'urgenza a Codogno, ma per lui non c'è stato nulla da fare.
Via Mariotti porta verso la ferrovia, in alcuni punti si insinua nella campagna della frazione Lambrinia. Viveva in una casa a due piani, poco distante da alcuni parenti. L'intonaco grigio, non toccato dalla vernice arancione della casa confinante. Era molto solitario. Una figlia in Svizzera che gli ha dato tre nipotini, un figlio a San Colombano con la madre.
Il numero 63 di via Mariotti si affaccia su un cortile, nascosto da un capannone. Proprio accanto vivono Giovanni e Lidia, anche loro in pensione da anni. Vivono li da quindici anni, Panigada era il loro padrone di casa. Ogni tanto buttava il naso dentro, due chiacchiere nella cucina al piano terra. Se c'era da cambiare un rubinetto o fare qualche lavoro in casa ci pensava lui. Non gli piaceva stare fermo.
Una famiglia radicata a Lambrinia, quella dei Panigada. Un nome da garibaldino il suo, impresso nella mente di chi lo conosceva. Sulla soglia degli 80 anni il Comune aveva iniziato a metterlo in contatto con i servizi sociali, un sostegno per una persona sola. Lui però non voleva essere aiutato. Sapeva badare a se stesso. A due passi dalla sua abitazione vive anche la moglie del fratello Hermes, scomparso da qualche anno. E sempre a Chignolo vive il nipote Lorenzo. Voleva vivere da solo, ma non era solo.