Pavia, serve qualche punto in più


PAVIA. Al Pavia serve fare qualche punto in più, nel girone di ritorno, per garantirsi la salvezza senza passare per i play out, che è poi l'obiettivo fissato dalla società a inizio stagione. Lo dicono i numeri e i raffronti con il campionato dello scorso anno.
Gli azzurri hanno girato a quota 19 (con una gara giocata in più in trasferta), che l'anno scorso non è bastata al Lecco per evitare addirittura la retrocessione diretta a causa di un disastroso girone di ritorno. Si tratta però di un caso limite, perché allo stesso tempo - come si può vedere nella tabella che pubblichiamo in questa pagina - l'anno scorso compagini come Sorrento, Figline e Como, che avevano girato a 18 punti all'andata, si sono poi salvate senza dover nemmeno affrontare gli spareggi.
Il Pavia, insomma, si trova attualmente sul delicato confine tra la salvezza diretta (l'anno scorso ci vollero 39 punti per assicurarsela) e l'inizio della zona play out. Ecco perché per stare tranquilli nel girone di ritorno sarà necessario fare appena meglio. Chi invece l'anno scorso fece all'andata non più di 17 punti (Pro Patria, Viareggio, Pergocrema e Paganese) non riusci a uscire dalla zona spareggi al termine del torneo: quest'anno la questione riguarda solo Monza (14) e Paganese, che curiosamente ha gli stessi punti dello scorso anno (11), quando però con un gran recupero riusci a lasciare l'ultima posizione e agganciare almeno il penultimo posto, che gli garanti alla fine la salvezza ai play out.
E chi la scorsa stagione ha vissuto proprio questo stesso campionato, e questo girone, è Stefano Del Sante. «I 19 punti sinceramente ci stanno un po' stretti - dice l'attaccante ex Varese - avremmo meritato qualcosa di più, direi 3-4 punti. E anche se 19 non sono pochi, dobbiamo cercare di raggiungere al più presto zone più tranquille: penso che 40 punti dovrebbero bastare per salvarsi direttamente». Dunque in teoria ne servirebbero almeno 21 nelle prossime 17 gare.
Rispetto alla scorsa stagione, comunque, Del Sante nota una certa differenza: «L'anno passato c'erano alcune squadra nettamente più forti delle altre, a cominciare dal Novara, per proseguire con noi del Varese, e poi con Cremonese e Arezzo. Quest'anno è diverso perché non vedo squadre in grado di ammazzare il campionato. Il Pavia è in grado di competere con chiunque e si è anche visto: anche contro la capolista Gubbio abbiamo perso solo nel finale e dopo aver giocato in dieci per un tempo».
Si è parlato però di un Pavia con un atteggiamento a volte poco offensivo, tra l'altro in due trasferte mister Andrissi ha preferito rinunciare alla seconda punta per un trequartista. «Tutti dobbiamo fare meglio in avanti - dice Del Sante - e noi attaccanti provare a tirare di più in porta. Il medulo? Con due punte siamo riusciti a mettere in difficoltà diverse squadre e anche la Reggiana, domenica nel secondo tempo, tanto che siamo quasi riusciti a pareggiare dopo lo 0-2. Però la scelta dell'allenatore è rispettabilissima e io la accetto con la massima serenità». C'è a volte un timore eccessivo degli avversari? «No, questo mai. Siamo una squadra consapevole dei propri mezzi e non abbiamo paura di nessun avversario».

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Luca Simeone