Albuzzano, cento case senza strada


ALBUZZANO.Più di cento case nuovissime, ma manca la strada per arrivarci. Via Cornice è solo una sterrata tutta buche, l'asfalto comincia all'improvviso su via Giotto, porta d'ingresso di un quartiere quasi 'fantasma": strade ghiacciate senza impronte, finestre sbarrate, poche auto davanti alle case. Una lottizzazione cominciata cinque anni fa. Poi la crisi dell'impresa. E tutto si è fermato.
Le auto da tre anni tentano gimkane impossibili tra buche profonde fino a venti centimetri e di sera si va in giro con la pila e i cani al guinzaglio. Di lampioni neanche l'ombra. «I termini per la realizzazione delle opere non sono ancora scaduti - spiega l'assessore all'urbanistica Livio Tronconi -. Per il momento il Comune non può dunque intervenire». C'è chi anche se la casa è pronta da un anno, ha rimandato il trasloco. Come Diego Daidone, imprenditore edile, cui l'immobiliare aveva ceduto una casa a parziale copertura di un pagamento dovuto. «La strada è impraticabile, mancano i lampioni e lungo la sterrata scorre un canale d'irrigazione coperto solo a metà - spiega Daidone -. L'asfalto si interrompe sull'acqua senza alcuna indicazione. Le opere avrebbero dovuto essere fatte prima di fare i rogiti. Ora solo il Comune può rivalersi sulla società perché sul contratto si parla solo di casa, non delle opere». «Abito qui da agosto 2009 - interviene Raffaele Del Sorbo -, mi avevano promesso la consegna a giugno e assicurato che tutto sarebbe stato a posto entro breve, invece siamo ancora in un cantiere». E Stefano, in giro con il cagnolino nero lungo la roggia circondata dalla rete arancione, spiega: «Manca anche un altro strato di asfalto. E la sera serve la torcia, la gente si barrica in casa». Perché oltre la strada buia c'è solo campagna. «Scontiamo la crisi della ditta - racconta E.P., casa al pian terreno in uno stabile vuoto -. Nella mia palazzina gli appartamenti serviranno a pagare il fabbro che ha eseguito i lavori».
«La convenzione è ancora lontana dalla scadenza e il Comune non si può sostituire al privato - si difende l'assessore Tronconi -. Ora sono solo i proprietari, che hanno sottoscritto un contratto che richiama esplicitamente gli impegni dell'immobiliare, a potersi rivalere. Ma a complicare le cose intervengono le difficoltà della società». Cui ora è in effetti subentrata l'immobiliare San Riccardo, come recita il cartello all'ingresso del quartiere.
Ma un quartiere deserto, buio e difficilmente accessibile non è un problema solo per chi ci abita. A lungo termine rischia di diventare una ferita da sanare per il Comune stesso. «Accade qui come altrove, è la crisi del mattone - spiega il sindaco Margherita Canini -. Nella zona in questione, però, le case sono inagibili perché il cantiere non è ancora concluso. Se allo scadere dei termini le opere previste dalla convenzione non saranno realizzate, il Comune potrà rivalersi sulle fideiussioni. Intanto stiamo cercando di evitare che si arrivia questo».
Normalmente i costruttori hanno dieci anni per realizzare le opere previste dallo scomputo degli oneri. Ma, spiega il sindaco, «Per evitare altre situazioni simili nelle ultime convenzioni abbiamo ridotto i tempi, in alcuni casi le imprese hanno dovuto fare prima le urbanizzazioni e poi le costruzioni del cantiere. Anche se non possiamo chiedere troppo alle aziende già in sofferenza».

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Anna Ghezzi