La Libia minaccia: «Fuori i soldi»

ROMA.La Libia non molla e torna alla carica con la richiesta, all'Unione Europea di fondi per fermare l'immigrazione. Altrimenti, minaccia, Tripoli cesserà di pattugliare i confini sud e migliaia di clandestini si riverseranno in Europa dall'Africa subsahariana. «Se non ci sono soldi, non ci sarà sicurezza e non ci saranno guardie ai confini» ma «crediamo che non si arriverà a questo punto perchè sarebbe un disastro per gli europei».
Non ha usato giri di parole Younis Al Obeidi, ministro libico della Pubblica sicurezza, parlando con i giornalisti a margine dell'incontro informale fra paesi del Dialogo 5+5 che si è svolto questa mattina a Tripoli. «O gli europei fanno quello che devono, e in questo caso saremo loro grati - ha precisato Al Obeidi - o si assumono la loro responsabilità».
L'avvertimento, che non è nuovo, suona per questo ancora più duro. E indica che non è stato il gusto imprevedibile di stupire che ha spinto il leader libico Muammar Gheddafi, già due volte (la prima a Roma al premier Berlusconi) a chiedere all'Unione europea 5 miliardi di euro per arginare i flussi di clandestini che dal Sudan, dal Ciad, dal Niger e da tutta l'Africa a sud del Sahara si riverserebbero attraverso la Libia nel Mediterraneo e di qui in Italia e in Europa. E' invece, una meditata strategia politica difficile da ignorare per l'Ue, che sa quali sono i rischi che corre se il Colonnello decidesse davvero di lasciare aperti i rubinetti dell'immigrazione clandestina.
Nonostante le accuse di violazione dei diritti umani, l'Europa conta molto su Gheddafi per contenere i flussi. Anche se tiene stretti i cordoni della borsa e finora si è limitata a dare il via libera ad uno stanziamento di soli 60 milioni di euro dal 2010 al 2013, in tranche annuali da 20 milioni.
L'Italia, forte anche del rapporto privilegiato con la Libia, è dello stesso avviso sul fronte di un maggiore coinvolgimento di Bruxelles. «E' un problema di tutta l'Europa - ha ribadito l'ambasciatore italiano a Tripoli, Vincenzo Schioppa - come il leader Gheddafi ha ben sottolineato al vertice Europa-Africa dello scorso 29 e 30 Novembre qui a Tripoli. L'Italia si è fatta carico della metà di un finanziamento per aiutare la Libia a monitorare le frontiere sud, ma ci aspettiamo che la Ue si prenda la responsabilità di condividere il finanziamento di questa iniziativa, considerato anche che gli arrivi via mare in Italia sono passati dai 21.400 del 2006 ai 151 del 2010».
Non piace invece all'opposizione il nuovo avvertimento di Tripoli che parla di «ricatto». «Come era prevedibile, la Libia continua il suo gioco al rialzo - afferma Sandro Gozi, capogruppo Pd nella commissione Politiche della Ue di Montecitorio - crediamo che non si possano accettare diktat da nessuno, tantomeno da Gheddafi. Se il governo italiano ha una sua capacità di influenza allora lo dimostri, riportando la Libia all'interno della diplomazia».