Rogo, salvi in extremis


VIGEVANO. Momenti di paura ieri per una famiglia vigevanese che si preparava al pranzo della domenica in casotta: un incendio causato dalla canna fumaria otturata di una stufa ha costretto tutti a una fuga precitosa, dando l'allarme ai vigili del fuoco.
La casotta di via Lungoticino è semidistrutta, restano solo i muri perimetrali. Le fiamme hanno divorato il tetto che è crollato, rendendo inservibili gli arredi. I vigili del fuoco sono intervenuti alle 11 di ieri, dopo la richiesta di intervento del pensionato proprietario della casotta: un piccolo edificio con una sola stanza e un cucina. Viene usato come seconda casa per il tempo libero in riva al Ticino, secondo una tradizione vigevanese.
Le operazioni di spegnimento sono durate due ore, dalle 11 alle 13. Non è stata riscontrata la presenza di taniche o materiale infiammabile nei pressi della costruzione. Quindi sulle cause dell'incendio ieri si escludeva il dolo: secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco, la canna fumaria otturata di una stufa, utilizzata per riscaldare l'ambiente, ha causato il surriscaldamento e le fiamme che sono partite dal tetto. L'incendio si è rapidamente propagato al resto dell'edificio, di cui sono rimaste soltanto le pareti.
Oltre che per spegnere il fuoco, i pompieri hanno dovuto lavorare per mettere in sicurezza la casotta. Nessuno è rimasto ferito o intossicato: il proprietario e i famigliari sono usciti dalla casotta appena è scoppiato l'incendio. Poi hanno avvertito i vigili del fuoco contattando il numero di energenza: una squadra è immediatamente partita dal distaccamento di via Trieste per effettuare l'intervento in via Lungoticino Lido. Dopo l'incendio scoppiato ieri mattina, la casotta non è più agibile e dovrà quindi probabilmente essere ricostruita.

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Anna Mangiarotti