Piazza Fontana senza pace
MILANO.Sono passati 42 anni dalla strage di piazza Fontana, a Milano, ma la ferita è tutt'altro che chiusa, cosi come la vicenda giudiziaria. Il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, e il sindaco di Milano, Letizia Moratti, sono stati contestati da un gruppo di giovani appartenenti ai centri sociali della città durante la cerimonia di deposizione di una corona d'alloro davanti alla lapide che ricorda le vittime della strage di Piazza Fontana. I ragazzi gli hanno gridato «vergogna», mentre dal resto della folla arrivavano fischi e urla verso i due rappresentanti delle istituzioni.
Quest'anno, su espressa richiesta dei familiari delle vittime e dell'associazione Partigiani, sul palco hanno parlato soltanto i parenti delle vittime e non, come gli altri anni, anche gli esponenti politici che venivano puntualmente fischiati. Dopo la cerimonia il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha lasciato piazza Fontana scortata dalle forze dell'ordine. In tutta fretta, appena terminata la proiezione di un documentario d epoca sulla strage, senza voler rilasciare commenti sulle contestazioni di cui e stata oggetto. «Purtroppo un gruppo di ragazzini ha deciso di contestare come al solito la manifestazione. Vedo che sono molto giovani, dovrebbero imparare dalla compostezza degli adulti», commenta invece il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, duramente contestato prima e durante la commemorazione per la strage. Podestà non si è però scomposto. «E perché mai? Io rappresento tutti i cittadini della provincia di Milano, è ovvio che rimango».
Subito dopo la fine, Carlo Smuraglia, presidente dell'Anpi di Milano ha tenuto a precisare che la contestazione era ai politici e che sono avvenute prima della cerimonia.