Mortara scommette sul biogas

MORTARA.Il biogas è la nuova frontiera dell'agricoltura lomellina. E il mais è la biomassa preferita dalle società che investono nella costruzione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Come la Fri-El Green Power di Bolzano, che ha inaugurato il nuovo impianto mortarese (alla frazione Cattanea) che produce energia rinnovabile proveniente dalla combustione di olio di mais e che dispone di una potenza elettrica nominale pari a un megawatt. La Green Power scommetterà sulla filiera corta. Un agricoltore locale che possiede una quota pari al 5% della società, costituita appositamente per l'impianto di Mortara, fornirà il mais coltivato su un appezzamento enorme: 250 ettari, pari a più di 3.800 pertiche milanesi. «La centrale elettrica da fonti rinnovabili garantirà anche lavoro a 10 persone, tra indotto e lavoratori agricoli, fra cui la persona che gestirà l'impianto: la fase di costruzione aveva impiegato altre 20 persone - spiegano dalla Green Power -. Si stima che l'energia prodotta sarà in grado di coprire il fabbisogno annuo di circa 2mila famiglie, evitando l'emissione di circa 4.500 tonnellate di anidride carbonica». Il valore dell'impianto è di 4,5 milioni euro, di cui 3,7 milioni finanziati da Banca Iccrea e Banca Centro Padana. «Abbiamo deciso di investire nel settore del biogas con impianti tecnologicamente all'avanguardia a livello mondiale, che permettono di dare benefici alla nostra società e al territorio - commenta Josef Gostner, amministratore delegato del gruppo Fri-El -. L' impianto di Mortara è un esempio della nostra politica industriale, che predilige anche il dialogo con il territorio circostante: infatti, è previsto che gli agricoltori che forniscono la materia prima entrino con una quota nella società che gestisce l'impianto».
L'investimento è doppiamente redditizio per l'agricoltore coinvolto nel progetto: sia perché venderà il mais, oggi quotato al mercato di Mortara intorno ai 20 euro al quintale, sia perché riceverà gli utili derivanti dall'esercizio dell'impianto. Gli impianti a biogas sono ecosostenibili, poiché l'anidride carbonica emessa per la produzione di energia elettrica è bilanciata dal processo di fotosintesi generato dalle biomasse vegetali. «Il digestato, cioè il residuo della fermentazione, è impiegato in maniera virtuosa nell'ambito agricolo quale fertilizzante naturale a basso costo», spiegano dalla Green Power, che con dieci impianti a biogas e 41 milioni di euro di investimenti è leader in Italia nel settore. Il gruppo, nato nel 1994 a Bolzano, gestisce più di 30 parchi eolici e impianti da fonti rinnovabili con una capacità totale installata superiore di 520 megawatt, sufficiente a coprire il fabbisogno elettrico di più di 550mila famiglie.

Umberto De Agostino