«In tribunale non si fuma»
PAVIA.Sanzioni disciplinari per chi fuma in ufficio. Il presidente del tribunale di Pavia, Giampiero Serangeli, ha diramato una circolare, affisa alle porte delle cancellerie, che promette provvedimenti duri contro chi non rispetta il divieto nonostante i cartelli, che campeggiano ovunque. La richiesta del presidente segue i risultati dell'ispezione che è stata fatta di recente all'interno degli uffici del Tribunale: il responsabile del servizio di prevenzione e protezione del palazzo di giustizia ha trovato mozziconi di sicurezza in alcuni locali, peraltro vicino a fascicoli e documenti, «il che aggrava ulteriormente - scrive Serangeli - il già censurabile comportamento di chi omette di rispettare il divieto». Il rischio di fumare vicino a montagne di carte è, infatti, immaginabile.
Si continua dunque a fumare nei locali pubblici, nonostante i sette anni passati dalla legge antifumo, entrata in vigore nel gennaio 2003. E nonostante la minaccia di multe e sanzioni, che quella legge ha introdotto.
Il presidente Serangeli fa riferimento alla normativa e aggiunge che «il comportamento di chi fuma nonostante il divieto non sarà più tollerato». Fumare nei corridoi e negli uffici del palazzo di giustizia, poi, potebbe avere effetti negativi, oltre che sulla salute, anche sul rendimento lavorativo, se è vero, come sostiene uno studio recente portato avanti dagli esperti, che le sigarette sul posto di lavoro diminuirebbero la produttività. Senza contare il fatto che in Tribunale hanno accesso, ogni giorno, centinaia di utenti esterni, costretti magari a respirare il fumo passivo di chi non riesce a rinunciare alle 'bionde".
La battaglia per un'immagine più decorosa del Tribunale non si ferma solo al divieto di fumo in tutti gli ambienti. Il presidente del Tribunale, nella sua lettera, fa riferimento anche all'abitudine di parcheggiare le biciclette all'interno del palazzo, e in particolare ai piedi della scalinata che porta al primo piano, dove ci sono gli uffici dei magistrati e le cancellerie.
«Non è più consentito parcheggiare le bicilette in quel punto, sia per motivi estetici che funzionali». I provvedimenti disciplinari, qualora fossero proprio dipendenti del palazzo a lasciare le bici nell'androne, sono assicurati. E gli effetti si notano già: ieri mattina davanti alla scalinata c'era il vuoto. (m. fio.)