E i bambini aprono i salvadanai in chiesa per aiutare l'oratorio
GARLASCO. Dopo il mattone, il salvadanaio pro oratorio da riempire con le piccole rinunce di tutti i giorni, dalle caramelle al giocattolo. Monete da versare al parroco per contribuire ai lavori di conclusione dell'oratorio Don Bosco di via Asilo. Don Angelo Croera ha già distribuito 800 contenitori. Spera di bissare cosi il successo riscosso dall'iniziativa chiusa a giugno: in sei mesi sono andati tre bancali di mattoni per 26mila euro in offerte.
«L'iniziativa è partita con l'Avvento e va avanti a oltranza - spiega don Angelo Croera, a Garlasco da marzo 2009 -. Non diamo tempi per scelta perchè il principio è lo stesso del mattone: se c'è richiesta si va avanti». In via Asilo intanto gli operai hanno terminato il tetto della sala cine-teatro, quanto manca cioè alla conclusione della struttura che però funziona da giugno dopo dieci anni di attesa. L'opera costa 922mila euro. Cifra che, sottratto il contributo accordato dalla Cei, ricade sulla parroccchia nella misura di 267mila euro coperti da mutuo. Tante offerte libere fanno somme di tutto rispetto. E don Angelo lo sa. Come i 26mila euro entrati con l'iniziativa del mattone da personalizzare.
«Con quelli facciamo la parete a tema sotto il portico - riprende il parroco -. Abbiamo appena finito il tetto del salone del teatro, ora tocca agli interni. Ma non sono in grado di dire quando finiremo». La prudenza è d'obbligo. Dell'oratorio sono utilizzabili da sette mesi i campi sportivi, gli spazi esterni, il blocco centrale per losvago e le aule del catechismo frequentate da 500 ragazzi tra elementari e medie. Non è un caso che la distribuzione dei salvadanai sia partita proprio da loro: poi le associazioni (45 realtà impegnate sul volontariato, sport, tempo libero), le famiglie vicine all'ambiente della parrocchia. In tutto ottocento pezzi dove qualcuno sta versando il corrispettivo economico di ciò di cui sceglie di privarsi. Monete che sommate alle altre diventano cifre di peso, soprattutto se partecipano negozi e aziende con offerte a due zeri, come è accaduto con il mattone.
«Non si tratta di far versare i risparmi ai ragazzi - puntualizza ancora don Angelo -. L'idea di fondo è rinuciare a qualcosa per dare una mano all'oratorio. Il fulcro si chiama solidarietà. Ogni tanto si svuota il salvadanaio in parrocchia e se si vuole continuare si va avanti». L'atmosfera del Natale gioca a favore dell'iniziativa. Il calendario degli eventi pure: domenica 19 tocca alla recita dei bambini dell'asilo, ogni mercoledi si tengono gli incontri di preparazione alle feste. E alla sera della vigilia c'è la messa di mezzanotte, tradizione che Garlasco ha mancato nel 2008, tra il trasferimento a Cassolnovo di don Giorgio Amiotti e l'arrivo di don Croera da Gambolò. I salvadanai si ritirano nella chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta, in oratorio, negli uffici parrocchiali di piazza San Rocco.