Rifiuti, è ancora caos
NAPOLI.Domani scadono i 15 giorni entro i quali Berlusconi aveva pronosticato il ritorno alla normalità. Ma a Napoli come in provincia i rifiuti sono ancora un'emergenza. Oltre 1700 tonnellate invadono il centro della città, mentre a Terzigno nuovi segnali di rivolta hanno fatto scattare l'allarme.
Due autocompattatori sono stati incendiati da alcuni sconosciuti ieri notte non lontano dall'ingresso della cava Sari, quella che sta assorbendo i rifiuti raccolti nei Comuni della zona vesuviana. Dopo aver scaricato, i camion sono stati bloccati da alcuni sconosciuti che hanno prima costretto gli autisti a scendere, poi dato alle fiamme i mezzi. Alla stessa ora, le 4.30 del mattino, ignoti tentavano di dar fuoco al portone della sede del Comune di Boscoreale con due copertoni imbevuti di benzina.
Solo l'intervento di una pattuglia della polizia locale in transito ha evitato gravi danni. Un atto di teppismo su cui indagano gli inquirenti e che preoccupa il sindaco di Boscoreale Gennaro Langella, che dice: «Non possiamo più parlare di civile protesta, ora siamo al cospetto di delinquenti». In questo clima sono tornate alla carica anche le «Mamme vulcaniche» che hanno annunciato altre iniziative di protesta contro l'emergenza.
A Napoli, dove la situazione resta più critica sul fronte della raccolta, si fa il conto alla rovescia in vista delle festività natalizie in cerca della solita soluzione tampone. «La situazione è grave - spiega l'assessore all'Igiene urbana Paolo Giacomelli - perché non vedo soluzioni per i prossimi giorni. Bisogna intervenire assolutamente per Napoli e per la sua provincia, agendo in maniera radicale sui luoghi di conferimento». La scorsa notte sono state raccolte 1300 tonnellate, la produzione giornaliera. (f.f)
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