Spialtini o la D'Imperio l'area Bersani dà la scossa

PAVIA.«Il Pd deve darsi una mossa. Darsi una mossa e trovare un candidato unico se vuole avere qualche speranza di vincere le provinciali di primavera»: l'ala bersaniana del partito, quella che che si era schierata con Carlo Porcari e aveva sostenuto Martina Draghi per la segreteria provinciale, lancia messaggi alla maggioranza di Daniele Bosone e Giuseppe Villani. E per non lasciare niente di non detto butta li i nomi di due potenziali candidati alle provinciali: il sindaco di Garlasco Enzo Spialtini e, da San Genesio, l'ex candidata alle europee Milena D'Imperio. Nomi che circolano tra i bene informati, visto che nessuno li pronuncia formalmente in attesa che, la settimana prossima, siano presentati alla direzione del Pd. Il deputato Angelo Zucchi che l'altra sera al collegio Valla ha introdotto l'incontro della corrente si limita a mettere l'accento sulla necessità che il Pd prema sull'acceleratore se vuole arrivare in tempo alle elezioni. Tanto più che le primarie per scegliere il candidato di faranno, pare, a metà febbraio: poco pià di un mese prima delle elezioni.
Le primarie di febbraio: non è tardi?
«Siamo in ritardo, molto in ritardo - commenta Zucchi -. Per questo vogliamo promuovere la discussione sulle candidature. Anzi, sollecitare una discussione dentro al partito per arrivare a una candidatuira unitaria. Altri si sono già mossi: Franco Osculati è stato presentato dall'area di Nichi Vendola, ma la maggioranza del partito resta alla finestra».
Maggioranza? Siete una corrente antagonista?
«Non siamo e non vogliamo essere frazionisti. Ma il gruppo che ha espresso il segretario provinciale Alan Ferrari deve fare in fretta a mettere in campo una discussione se vogliamo avere un candidatio unitario».
E voi?
«Noi mettiamo in campo le nostre proporte».
Soltanto nomi o anche programmi
«Riteniamo che dal Pd non debbano arrivare solo del 'no". Dobbiamo essere un gruppo che guarda ai temi del lavoro, ma anche a quelli delle imprese. Che guarda ai temi dell'ambinte, ma anche all'esigenza di nuove infrastruture in una provincia che ha risentito, e risente, delle crisi». (s. ro.)