Lo straziante addio ai ciclisti

LAMEZIA TERME.Vittime «non della bici ma dello Stato». Mentre si aggravavano le condizioni di uno dei tre feriti, è stato un giorno di dolore venato dalla rabbia quello dei funerali collettivi dei sette ciclisti travolti e uccisi domenica scorsa da un giovane automobilista sulla statale 18 a Lamezia Terme.
La cerimonia è iniziata con un lungo applauso, in uno stadio gremito da migliaia di persone. I feretri sono stati portati a spalla, preceduti da un gruppo di ciclisti che hanno fatto ala fino all'arrivo sul palco verde dove sono state sistemate le bare coperte di fiori e dalle magliette dei sette cicloamatori.
Scene strazianti all'arrivo dei parenti delle vittime che erano assistiti dal personale della Croce Rossa. In rappresentanza del governo era presente il sottosegretario all'Interno Michele Davico. In un messaggio il Papa ha voluto esprimete la sua «vicinanza ai familiari e all'intera comunità, tutti fortemente provati per perdita dei propri cari».
«Non è questo il tempo di puntare il dito o di cadere nei luoghi comuni» ha poi detto il vescovo della diocesi di Lamezia Terme, monsignor Luigi Antonio Cantafora, nel corso dell'omelia. Diversi gli interventi di parenti ed amici per ricordare le sette vittime. «Papà continuerai ad essere con noi anche da lassù» ha detto la figlia di uno dei cicloamatori. E un applauso ha sottolineato le parole forti pronunciate dal genero di Rosario Perri che ha chiamato in causa le istituzioni: «Ora non ci sei più - ha detto il giovane rivolgendosi al suocero - sei rimasto vittima non della bici, che amavi tanto, ma dello Stato, delle istituzioni che non tutelano a dovere il cittadino».
La comunità marocchina, alla quale era stato sconsigliato dalle autorità di presenziare alla cerimonia, pur non potendo essere presente, ha voluto partecipare al dolore delle famiglie parlando, in un messaggio a loro rivolto, di «gesto incosciente che ha portato alla morte di sette innocenti» sottolineando: «il vostro dolore è anche nostro».
Salutate da un lungo applauso, le bare sono state trasportate fuori dallo stadio, a conclusione dei funerali collettivi, tra un corridoio di persone che, piangendo, hanno dato un ultimo bacio ai feretri. Due bambini, con gli occhi lucidi per il pianto, si sono accostati al feretro del padre. Hanno guardano la foto e si sono seduti a terra abbracciando la bara.
E' stato intanto operato nuovamente lunedi sera Domenico Strangis, uno dei tre ciclisti rimasti feriti nell'incidente, le cui condizioni si sarebbero comunque aggravate. Strangis, che era subito apparso come il più grave dei tre sopravvissuti, è ancora ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale dell'Annunziata di Cosenza. Stanno meglio, invece, e non sono in pericolo di vita gli altri due feriti: Fabio Davoli, che è ricoverato nell'ospedale di Catanzaro, e Gennaro Perri, che si trova nell'ospedale di Lamezia Terme.
Per Chafik El Ketani, il giovane di 21 anni che era al volante dell'auto che li ha travolti, la Procura ha chiesto ieri la convalida dell'arresto. E' accusato di omicidio colposo plurimo aggravato dalla guida sotto l'effetto della droga: è risultato positivo al test della cannabis. L'udienza di convalida dovrebbe tenersi domani mattina.