Bondi assente, scoppia il caso
MILANO.È stato il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi il grande assente della «prima» di ieri alla scala di Milano. A dar fuoco alle polveri della polemica è stato il sovrintendente alla Scala Stephane Lissner che incalzato dai giornalisti durante l'arrivo di vip e rappresentanti delle istituzioni ha detto: «Il ministro non c'è. Avrà altro da fare. Non ho commenti da aggiungere».
Sono bastate queste parole, subito rimbalzate a Roma, per provocare l'ira di numerosi esponenti del Pdl a cominciare da Maurizio Gasparri, che ha chiesto a Lissner di scusarsi, per proseguire con Gaetano Quagliariello e Daniele Capezzone. Quindi la seccata replica del diretto interessato. «Sentivo come un dovere essere con i miei colleghi senatori a votare la legge Finanziaria», si è giustificato Bondi. «Quanto alle polemiche su di me sono ormai il pane quotidiano», ha aggiunto il ministro che da settimane è nel mirino delle opposizioni per i gravissimi crolli di Pompei e per l'atteggiamento tenuto davanti ai tagli alla cultura operati dal governo Berlusconi sull'onda della crisi.
A far quadrato attorno al ministro, mentre Lissner ha negato qualunque intento ironico, ci ha pensato anche il sottosegretario per i rapporti col Parlamento, Laura Ravetto. «Il governo ha tagliato gli sperchi non la cultura», ha detto la deputata del Pdl poco prima dell' appello letto in sala, davanti a Napolitano, dal maestro Barenboim. «Le proteste sui tagli sono legittime. Il problema è che dobbiamo tirare tutti la cinghia», le ha fatto eco il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, arrivando a teatro in concomitanza con la titolare del Turismo Michela Brambilla.
Nella pausa del primo tempo, è stato proprio Napolitano a ricevere, nel palco reale, le autorità e le personalità internazionali accorse per l'evento teatrale. Ma dopo il secondo atto è con le maestranze e con lo stesso Barenboim che il capo dello Stato si è incontrato. «Un incontro cordiale, penso che ci siamo intesi», ha detto il presidente dopo avere incontrato la delegazione dei lavoratori della Scala preoccupati per i tagli. «Bisogna discutere molto in questo Paese su quali scelte debbano essere fatte tenendo conto - ha sottolineato - delle prove severe che avremo davanti i prossimi anni e che esigono scelte su quali spazi dare alla cultura in tutti i suoi aspetti. Aspetti tra i quali il teatro è una delle realtà fondamentali della nostra grande capacità di primato culturale».
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