Attori, artisti e musici presentano "Bisanzio" al circolo Acquasumarte
PAVIA. Il luogo dell'azione è indefinito. Potrebbe essere «Bisanzio», come il titolo dello spettacolo di Maurizio Capisani e Sabrina Conte che, presentato dalla compagnia pavese Fanti-Petracchi, andrà in scena venerdi e sabato sera ad AcquasumArte (e verrà replicato il 17 e il 18 dicembre). Oppure la Germania di Weimar o forse il mondo del XXI secolo. Certo è che si tratta di un luogo su cui incombe un destino di rovina. Eppure, tra le liete vanità e i futili rancori dei suoi abitanti, tra un'armonia perduta e le lotte più estranianti, dentro i suoi palazzi qualcuno trama rivoluzioni, qualcun altro lotta con se stesso, mentre dal mare giunge il canto delle sirene del dubbio. La capitale dell'Oriente i rapporti umani oscillano tra gli estremi e le relazioni personali diventano un microcosmo espressione di un «mondo riflesso in una limpida, purpurea, inebriante coppa di fiele», suggeriscono gli autori. E come l'antica città sul Bosforo sviluppò un rigoglioso fiorimento intellettuale, punto d'incontro della civiltà orientale con quella occidentale, lo spettacolo è il crocevia di tante anime e coinvolge attori, musicisti, artisti visivi (Giancarla Alberti, Maurizio Capisani, Francesco Cimino, Sabrina Conte, Elisabetta Ferrari quali interpreti; Gianmaria Aprile per la regia, lo spazio scenico e la composizione sonora; Sonia Conte per le luci) in una sorta di «teatro totale» dove tutto è ricerca, sperimentazione, comunicazione. Tutto confluisce in una sintesi di elementi, la cui successione conferisce alla rappresentazione una forte capacità evocativa, un taglio tutt'altro che realistico, una visione poetica che materializza ossessioni e paure, fantasie e desideri, dà spazio a ciò che non trova espressione nel quotidiano per rivelare ciò che esso, con le sue regole e le sue convenzioni, tiene nascosto. La poetica della compagnia Fanti-Petracchi, del resto, tende a creare una struttura drammatica antinaturalistica che utilizza stimoli di diversa natura, (uditiva, visiva, temporale, spaziale, cromatica, ritmica): «segni» attraverso i quali l'attenzione del pubblico è guidata dentro l'esperienza estetica. Il teatro, insomma, deve agire sullo spettatore provocando delle scosse emotive, ponendo dubbi e domande, senza dare risposte e senza costringerlo dentro un'unica interpretazione preconfezionata. E, infatti, tutte le produzioni del gruppo passano attraverso un processo di composizione non pre-costituito o pre-impostato, capace di sviluppare un teatro fisico, d'azione, sintesi di un lavoro di accumulo di testi, immagini, video, musiche, costumi.
BIGLIETTI: 8 euro più la tessera del circolo (4 euro)