Vernavola usata come una fogna


PAVIA. Che in mezzo al parco della Vernavola scorra una piccola fogna a cielo aperto non è confortante: il corso d'acqua che in 15 chilometri, in parte tombinati, da San Genesio arriva a Pavia ha bisogno di cure. In città sono stati individuati cinque punti critici.
A testimoniare che nella Vernavola ci sono troppe immissioni dalle fogne è il valore da bollino rosso dei colibatteri. Sono parassiti che vivono nell'intestino e, vista la provenienza, se si trovano in quantità elevate nell'ambiente (in questo caso in un corso d'acqua) indicano la presenza di feci. Ci sono cinque punti della città in cui gli scarichi finiscono direttamente nella Vernavola, e non nel depuratore. I colibatteri sono elevati in corrispondenza della prima stazione di rilevamento, a Mirabello, poi si dimezzano con la misurazione sulla Vigentina, alla Torretta. In viale Cremona c'è un nuovo picco, rilevato dalla più recente stazione, installata da sei mesi. Un picco che vede triplicati i valori della Torretta (da 8000 unità per 100 millilitri a 24.000). Il valore limite per gli scarichi in acqua da depuratori è di 5mila unità. Il livello 1 (quindi acqua di buona qualità) vorrebbe questo valore sotto il cento. La Vernavola è ben oltre tutti questi indicatori.
I dati arrivano dalla relazione del Centro di monitoraggio ambientale della roggia Vernavola. Confrontandoli con le indicazioni di Asm e Comune sono stati individuati i cinque punti critici in città. Il primo è in via Luigi Poma, zona Torretta, nell'area dell'ex riseria Scotti, il secondo in via Santo Spirito, vicino al mulino San Giacomo, «non molto a valle della derivazione del Vernavolino - viene spiegato nella relazione - dove probabilmente si trova uno scaricatore poco efficiente». Poi strada Cascina Speltaa monte di viale Lodi, e via Baldo degli Ubaldivicino a viale Cremona. «Nel tratto tra via Ferrini e viale Cremona - spiega Renato Sconfietti, responabile scientifico del Centro - abbiamo un'elevata presenza di colibatteri». Cosa comporta? «Non ci sono rischi dal punto di vista igienico-sanitario - spiega il docente - perché è un corso d'acqua che non viene utilizzato dall'uomo, se non per l'irrigazione. I colibatteri inoltre tendono a morire. Però ci ritroviamo con un corso d'acqua con una scarsa capacità di smaltire la materia organica che nel suo piccolo mantiene alti i colibatteri del Ticino, che proprio per questo non è balneabile. L'acqua che arriva in Ticino è più inquinata di quanto dovrebbe. Ma - aggiunge Sconfietti - visto che l'obiettivo è la valorizzazione della Vernavola e anche del contesto, bisogna intervenire. Altrimenti ci ritroveremo con una piccola fogna in mezzo al parco».
L'altra alterazione che la Vernavola subisce è legata a San Genesio. «Ci sono regolari immissioni di acqua di fogna - spiegano dal centro di monitoraggio - una da un piccolo gruppo di case non allacciate al depuratore. Un'altra da una stazione del collettore fognario che per motivi di cattiva manutenzione travasa direttamente in Vernavola». Rispetto alla segnalazione fatta dal Centro due anni fa, oggi si sta lavorando per individuare e risolvere i due punti in cui la fogna di San Genesio scarica nella roggia.
Anche azoto e ammoniaca, periodicamente hanno valori elevati. Se i colibatteri sono da bollino rosso (livello 5 su 5) fosforo, azoto e ammoniaca sono al terzo e quarto livello di allarme. Hanno valori più alti in estate, meno in autunno, legati agli scarichi agricoli.

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Marianna Bruschi