Costanza Mortara, triplo podio ai tricolori
MORTARA. Fine settimana di grandi soddisfazioni quello della Costanza Mortara nelle finali nazionali di kata e kumite che si sono svolte al palasport di Viadana. Se tra i più piccoli Luca Morandi, 10 anni, è campione italiano nella categoria cinture verdi, doppio è il risultato di rilievo colto dal team cadetti B (riservati agli atleti della categoria Under 17).
La squadra composta da Giacomo Rizzardi, Alessio Saccone, Alessandro Suppa e Robert Balazs sabato si è laureata vice campione d'Italia nel kata essendo giunta alle spalle della vincitrice Studio fitness Roma e davanti a Okinawa Roma. Lo stesso quartetto mortarese ha poi centrato, domenica un terzo posto nel kumite, a pari merito con la Gkg Gilardi Roma e preceduta da Studio Fitness Roma e Acuqablu Yamadojo Bologna.
Già lo scorso anno, la Costanza aveva ben figurato: «Eravamo giunti terzi nel kata, ma riuscire ad entrare nella fase finale del kumite», spiega Giacomo Rizzardi, 16 anni, studente di Mortara che si allena agli ordini della maestra Barbara Gho e di Michele Scutaro. Le due discipline in cui il quartetto si è distinto sono diverse. «Nel kata, su un tappeto quadrato con un arbitro frontale e quattro agli angoli, tre componenti la squadra eseguono una serie di figure artistiche del karate, scelte tra i vari tipi di kata e dichiarate prima di iniziare», spiega Rizzardi. «La coordinazione degli atleti sul tappeto, la forma della tecnica, le posizioni del corpo da rispettare, sono valutati nel corso di un'esibizione di circa un minuto. Dei punteggi espressi si scartano il migliore ed il peggiore per poi stilare la classifica».
Pochi centesimi hanno separato la formazione lomellina dal titolo italiano di kata, ma la soddisfazione resta grande anche per il terzo posto del giorno successivo. «Sullo stesso tappeto con quattro arbitri agli angoli ed uno frontale, il kata è combattimento, uno contro uno, nell'arco di un minuto e mezzo. L'avversario non è attaccabile alla schiena quando è girato o sotto la cintura, se non per tentare l'atterramento. Gli arbitri possono assegnare un wazary da un punto per un colpo intenso, un ippon da due punti per un colpo ben fatto e potente, mentre il sanbon è l'equivalente del ko nella boxe», chiude Rizzardi. (f.ba.)