Castelnovetto, fallisce la rapina


CASTELNOVETTO. Il bandito incappucciato attraversa di corsa la piazza, e va a sbattere contro la porta dell'ufficio postale, credendola aperta. Allora cerca di forzare la maniglia: dall'interno la gente in fila lo vede, e avverte l'unica dipendente. Ma lui intanto scappa.
La porta della Posta si apre a scatto solo dall'interno, chi vuol entrare suona un campanello. L'uomo con il passamontagna non lo sapeva: ha girato i tacchi e sempre di corsa è scappato, perdendo per strada il taglierino. Ma l'ha ripreso la telecamera anticrimine installata nella piazza principale. E' successo giovedi alle 8.40. Cosi dopo dieci rapine riuscite - la prima nel 1993, l'ultima sabato 27 novembre - è fallito un colpo all'ufficio postale del piccolo comune lomellino, 650 abitanti a pochi chilometri da Robbio.
Probabilmente, il rapinatore mancato voleva emulare il collega che otto giorni fa se n'è andato con 12mila euro in tasca. Non deve essere la stessa persona, perchè quel bandito sapeva che la porta delle poste si apre dall'interno a scatto, precauzione presa dopo le prime rapine. Infatti era entrato a volto scoperto, fingendosi un cliente. Aveva puntata poi un taglierino contro la direttrice - arrivata ormai a subire la quarta rapina nella sua carriera - che invece giovedi non era in servizio. L'uomo che ha tentato l'ennesima rapina giovedi è entrato in scena già mascherato, ma senza fare - si suppone - neanche un sopralluogo preliminare. Pensando che bastasse spingere la porta dell'ufficio postale per aprirla, e agire poi rapidamente sfruttando l'effetto sorpresa.
Invece, a rimanere spiazzato è stato proprio l'aspirante bandito, che adesso i carabinieri stanno cercando: nelle immagini della telecamera si vede un uomo alto circa un metro e 75, di corporatura media che indossa un paio di pantaloni chiari, una giacca a vento grigio verde e un passamontagna nero.

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Anna Mangiarotti