Lezione con il plaid, liceo «polare»
PAVIA.In classe con il plaid sulle gambe. I tre piccoli radiatori che dovrebbero riscaldare il laboratorio di scienze del liceo Foscolo - trasformato in aula dopo la chiusura temporanea della 1ªB, inagibile da ottobre per le infiltrazioni di acqua dal soffitto - non riescono a far alzare la temperatura sopra i 10-12 gradi. Quando va bene.
«Una temperatura troppo bassa per riuscire a mantenere la concentrazione per cinque lunghe ore» spiegano i ragazzi all'uscita dalla scuola, in via Sacchi.
Zaino in spalla, muffole di lana, berretto calato fin sul naso, calzettoni pesanti e, in un sacchetto, la coperta di pile portata da casa. L'antidoto casalingo al freddo.
Ieri è stato il turno della 1ªC. A rotazione ci passano le classi con più di 25 studenti, numero minimo per garantire gli incastri nell'aula che viene di volta in volta lasciata libera. Ci rimangono una settimana. Poi si cambia. Una redistribuzione democratica del freddo che, peraltro, non risparmia neppure la presidenza.
Sulla scrivania di noce del professor Lorenzo Fergonzi c'è un termometro. Ieri sfiorava i 17 gradi, nonostante le dimensioni ridotte dello studio e il termosifone aggiunto di recente. Lo scorso anno la colonnina di mercurio oscillava tra gli 8 e i 15 gradi.
«Questo istituto è nato come convento - spiega Fergonzi -. E l'aula di Scienze è una delle più difficili da riscaldare: ha tre soli termosifoni, è molto ampia e ha un soffitto altissimo. Purtroppo era l'unica soluzione percorribile. Abbiamo 19 aule, tutte piene. I lavori di rifacimento del tetto sopra la 1ª B sono partiti tempestivamente e speriamo consentano agli studenti di rientrare il prima possibile in classe».
Qualche settimana fa sono state accese alcune stufette elettriche ma hanno fatto saltare l'impianto. E cosi lo stesso preside ha raccomandato ai ragazzi di «coprirsi bene, vestirsi con indumenti caldi».
Ieri comunque i rappresentanti d'istituto hanno acceso il computer e mandato un' e-mail all'ufficio tecnico e alla presidenza dell'amministrazione provinciale per sollecitare una soluzione rapida. Il proprietario dell'edificio è il Comune, ma la manutenzione è affidata alla Provincia.
«Stiamo seguendo con attenzione l'andamento dei lavori - risponde il presidente Vittorio Poma -. Tra 15 giorni dovrebbero essere terminati, confidando nella clemenza del tempo. Chiediamo agli studenti di avere ancora un po' di pazienza. Il cantiere sarebbe stato chiuso anche qualche giorno prima non fosse stato per la neve e la pioggia. Salire sul tetto in queste condizioni non garantisce la sicurezza degli operai». E ora guardano tutti le previsioni meteo, temendo l'annunciata nevicata di stasera che potrebbe imporre una nuova battuta d'arresto al cantiere. Uno dei tanti aperti all'interno dell'istituto, rabbrecciato qua e là per ripristinare l'intonaco o rimettere in sesto una volta sopra la segreteria. Il 'cantierino" sopra la 1ªB è quasi in dirittura d'arrivo. Ma è in corso anche un rifacimento più ampio del tetto, troppo vecchio per reggere alle infiltrazioni e alle incursioni dei piccioni. Entro il 25 febbraio, ha assicurato la ditta, dovrebbe essere terminato.