Ponte della Becca, ci sono i soldi

LINAROLO.I soldi per il ponte ci sono. La Regione hastanziato per la Becca 10 milioni, diluiti in 6 anni. Ieri mattina arriva notizia di un finanziamento in due capitolati per «lavori di somma urgenza»: 1.550.000 euro più 144mila euro. Questo per l'anno 2010.
Per il 2011, si aggiungeranno ulteriori 206mila euro. Il provvedimento si inserisce nell'ambito di un più ampio programma di intereventi prioritari sulla rete viaria pavese. Oltre ai fondi per la messa in sicurezza, la Regione stanzia anche un totale di circa 8 milioni, spalmati su 4 anni, per il restauro conservativo del ponte. Precisamente, 1 milione nel 2012, 2 milioni e mezzo nel 2013, 2 milioni nel 2014 e altri 2 milioni nel 2015. Ma a questo punto il dubbio, che viene rilanciato dai i sindaci locali, è se vale davvero la pena sborsare una cifra tanto importante per un ponte ormai vecchio. Molti sostengono l'esigenza di un nuovo ponte sul Po: daal presidente della Provincia Vittorio Poma ai consiglieri regionali pavesi, dagli amministratori locali alla cittadinanza. I sindaci dei comuni più danneggiati dalla chiusura del ponte, si sono già dati appuntamento per un incontro già prima delle prossime festività. Obiettivo: chiedere con forza proprio la realizzazione del nuovo ponte. Magari anche cogliendo l'occasione dell'expo 2015, per dare un'accelerata ai lavori. «Una volta riaperto il Ponte della Becca, non sarà la fine ma l'inizio di un percorso», ha affermato lunedi in assemblea ad Albaredo, il sindaco di Campospinoso, Paolo Fasani. Nel frattempo il presidente Poma si dice soddifatto che Regione Lombardia abbia confermato il suo impegno per il ponte, attreverso questi finanziamenti concessi nelle ultime ore. E domani mattina, Vittorio Poma incontrerà in piazza Italia l'assessore regionale Cattaneo per una valutazione degli interventi da atture per superare il collasso della viabilità tra Oltrepo e pavese. Oltre che, in prospettiva, per iniziare a discutere dell'iter da seguire per la realizzazione di un ponte nuovo alla confluenza di Po e Ticino. Rispetto alla nuova opera, la Provincia dovrà prima di tutto fare una stima dei costi per fornire alla Regione dati precisi. E, in seguito, avviare uno studio di fattibilità.

Simona Contardi