Autobus, biglietto a rischio aumento I tagli l'alternativa


PAVIA.La Regione ha già deciso che che gli aumenti per i bus ci saranno, a Pavia la scelta è fra tagliare ancora le corse o aumentare ulteriormente i biglietti. Oppure fare entrambe le cose se la Regione taglia più del previsto. «E' una semplificazione troppo brutale, ma è un dato di fatto che dobbiamo confrontarci con i tagli della Regione ai trasporti - spiega l'assessore alla viabilità Antonio Bobbio Pallavicini -. In un primo momento la Regione aveva annunciato per la città di Pavia tagli nell'ordine del milione e mezzo di euro. Ora pare che sia possibile recuperare qualcosa, ma di fronte a minori entrate, qualche aggiustamento sarà necessario». Il piano è ancora ben lontano dall'essere definito, ma qualche indiscrezione comincia a trapelare: il biglietto della corsa semplice, che a settembre era passato da un euro e 5 centesimi ad un euro e 10 per l'adeguamento regionale che il Comune ha recepito senza un centesimo di sconto, potrebbe aumentare di altri 10 centesimi fino ad un euro e 20. «Troppo presto per parlare di aumenti, figurarsi di cifre - frena Bobbio Pallavicini -. Ma se fosse necessario aumentare il biglietto sarebbe una cifra minima, praticamente simbolica». Da dove far saltar fuori i soldi, allora? «Razionalizzando le corse - risponde l'assessore -. Abbiamo sperimentato i bus a chiamata di notte e l'esperimento funziona. Potrebbe essere esteso, quindi, anche alle linee giornaliere meno frequentate: non si può togliere il servizio a rioni o zone definite della città, ma si può pensare di organizzare il passaggio dei bus quando c'è una reale necessità per evitare di mandare in giro i mezzi vuoti». La soluzione radicale del problema, però, non passa né per gli aumenti, né per i tagli alle corse. «La settimana prossima, il 10 dicembre, incontreremo l'assessore regionale ai trasporti Cattaneo per capire di quale entità saranno i tagli - conclude Bobbio Pallavicini -. A livello regionale, pare, potrebbero scendere dai 350 milioni annunciati in un primo momento a poco più di 100 milioni. Si deve ancora decidere quale sarà la quota a carico delle ferrovie e quale a carico dei bus, ma Pavia lotterà oerchè i tagli non siano calcolati solo in base al numero di abitanti». Qualche numero per capire: Pavia ha 77 mila abitanti, ma i suoi autotobus percorrono 3 milioni e 200mila chilometri l'anno; a Varese, che ha un numero sostanzialmente simile di abitanti, i bus urbani percorrono solo un terzo di chilometri. Una differenza di questo tipo (che si ripete per quasi tutti i capoluoghi lombardi) è dovuta al fatto che Pavia è una città universitaria dove è operativo uno dei più grandi poli sanitari del Paese: di fatto il calcolo degli abitanti va fatto tenendo conto anche degli studenti (che non sono residenti), e dei visitatori degli ospedali. Il conto che circola tra gli addetti ai lavori paragona Pavia a una città con più di 100mila abitanti anche se la maggior parte di questi non sono residenti e, proprio per questo, arrivano e si spostano con i mezzi pubblici.

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Stefano Romano