«C'è chi oltrepassa i limiti perché ha genitori assenti»

PAVIA.Un pullman, all'ora di punta, stipato di studenti usciti da scuola. Ragazzi, tanti, e qualche adulto. E poi l'autista. Tutti insieme in un luogo chiuso. Pochi metri quadrati dai quali almeno per la durata del viaggio, o fino alla prima fermata, non c'è via di fuga. Eppure un giovane trova il coraggio di denudarsi davanti a una ragazza, compagna di viaggio occasionale. Senza temere reazioni e sapendo che da li non potrà scappare subito.
Professor Eugenio Rossi lei è un sociologo della devianza. Le sembra un comportamento logico?
«Premetto che si sta commentando una versione dei fatti. E che non ci sono elementi per giudicare la persona in questione. Ma qualche considerazione si può fare».
E quindi?
«Fare cose estreme, esageratamente sopra le righe è tipico di quelli che Gustavo Pietropolli Charmet chiama 'bambini pacchettino". Crescono senza un buon controllo familiare. I genitori magari lavorano 18 ore al giorno e hanno poco tempo per loro e per impostare regole. Madri e padri magari anche in buona fede, trasversali a tutte le classi sociali, ma assolutamente assenti».
Senza guida si sbanda.
«E si vivono situazioni di ommipotenza, per questi ragazzi è difficile restare attaccati alla realtà. Vanno oltre le righe, sono eccessivi».
Un po' bulli anche?
«Anche i bulli hanno genitori assenti. O troppo severi. Ma non fanno queste aggressioni. Prendono in giro, ghettizzano il compagno debole perché devono sentirsi forti».
C'è un altro aspetto che sgomenta. L'indifferenza degli altri viaggiatori.
«Bisognerebbe capire se chi stava intorno si è reso conto di quanto stava accadendo. Inoltre per molti pesa la paura di ritorsioni. E poi viviamo in un mondo competitivo, che ci separa dagli altri: saliamo sul tram senza conoscere chi siede accanto a noi. Chi ce lo fa fare di metterci in gioco per uno sconosciuto? E magari poi di arrivare tardi a casa o al lavoro per fare denuncia, perndere un treno. E' molto brutto, ma accade».