«Sicurezza a rischio i file faranno vittime»
WASHINGTON.Quando la pubblicazione è appena iniziata, arriva la ferma condanna del Pentagono che parla di diffusione «sconsiderata» di documenti e annuncia di aver preso iniziative per aumentare la sicurezza delle reti militari americane «per evitare che tali incidenti si ripetano in futuro». Inutilmente, nelle ore precedenti, gli Stati Uniti avevano tentato di fermare lo tsunami diplomatico in arrivo, avvertendo tutte le cancellerie interessate, e chiedendo ad Assange di fermarsi perché la diffusione del materiale viola la legge americana e può causare «gravi conseguenze». In una lettera, Harold Koh, consigliere giuridico del Dipartimento di Stato, aveva avvisato il fondatore di Wikileaks che il suo gesto avrebbe messo a rischio «le vite di attivisti per i diritti umani, giornalisti e soldati», minacciando «le operazioni internazionali in corso per contrastare la proliferazione del terrorismo». Stessa preoccupazione del Foreign Office che ha voluto ribadire i forti legami di amicizia tra Gran Bretagna e Stati Uniti.