«Dai fondi neri soldi ai politici»


ROMA.Nel registro degli indagati, per il momento, nomi di politici non ce ne sono. E i magistrati della procura di Roma precisano che l'inchiesta riguarda soltanto alcune commesse affidate a trattativa privata, in violazione delle norme vigenti, dall' Ente nazionale per l'aviazione civile alla Selex sistemi integrati di Finmeccanica. Che frazionava i lavori subappaltando ad altre società amiche generando, nel tragitto, una maggiorazione dei costi destinata alla creazione di fondi neri per i manager di Enav e Selex.
Ma in uno dei lunghi interrogatori a cui i Pm hanno sottoposto Lorenzo Cola, l'ex consulente esterno del presidente e ad di Finmeccanica, Piefrancesco Guarguaglini, ha allargato il campo parlando di provviste finite anche in altre tasche. «Il meccanismo delle sovrafatturazioni era consolidato da molto tempo e serviva per creare fondi neri dai quali si attingevano soldi per manager e politici», avrebbe detto Cola che si trova in carcere dal luglio scorso, assieme al suo commercialista Marco Iannilli, nel quadro dell'inchiesta per frode e riciclaggio internazionale partita da Gennaro Mokbel e sbarcata alla Digint, la società lussemburghese partecipata al 49 per cento da Finmeccanica.
Cola, adesso, come Iannilli è indagato anche per l'inchiesta Enav. A loro fa capo la ArcTrade, una delle sei società che si spartivano i lavori di Selex. E secondo gli investigatori, in questo meccanismo di assegnazione degli appalti Cola sembra godesse di molto potere. L'«uomo chiave» del rapporto con i politici sarebbe stato però il direttore generale delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni, uno tra i più fidati e stretti collaboratori di Guarguaglini, il funzionario addetto tra l'altro a curare i rapporti con i partiti di entrambi gli schieramenti. Borgogni, allo stato, è indagato solo in qualità di socio di una delle imprese subappaltatrici. Venerdi i carabinieri gli hanno perquisito casa e ufficio sequestrando diverso materiale che gli inquirenti hanno definito «interessante». E che ora andrà vagliato, assieme all'enorme mole di documenti sequestrati presso l'Enav e tutte le altre società visitate dai militari del Ros e della Gdf, allo scopo di valutare la congruità dei costi fatturati per una serie di opere eseguite in alcuni aeroporti italiani (in particolare Napoli, Palermo e Lamezia Terme).
Dalla polizia tributaria la procura aspetta inoltre la relazione sugli accertamenti bancari disposti su aziende e persone fisiche. Primi tra tutti l'ad di Enav, Guido Pugliesi, e l'ad di Selex, nonchè moglie di Guarguaglini, Marina Grossi. Per il momento soltanto a loro viene contestato il reato di corruzione. A Grossi i Pm contestano anche la violazione di norme tributarie e «false fatturazioni, per dieci milioni di euro, al fine di consentire a Enav l'evasione di imposte dirette e indirette». Quanto alle aziende coinvolte in alcuni casi i magistrati si sarebbero imbattuti in livelli di redditività definiti «eccezionali e certamente sospetti». Aspetti sui quali gli indagati saranno interrogati nei prossimi giorni.

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Natalia Andreani