Gli studenti non si fermano ma Fini benedice la riforma

ROMA.Con la cupola del Brunelleschi a Firenze, il palazzo dei Priori a Perugia, la Mole Vanvitelliana di Ancona, si è allungata ieri la lista dei monumenti diventati scenario della protesta contro la riforma dell'università. Universitari e ricercatori hanno presidiato facoltà e tetti e la loro determinazione non ha certo vacillato per le parole di Berlusconi secondo il quale «chi è salito sui tetti per protestare difende i baroni». Occuperanno fino a martedi quando il ddl della Gelmini tornerà in aula per il rush finale e il dibattito lo seguiranno grazie a una videoconferenza che vedrà coinvolte le varie facoltà d'Italia.
Ieri il dissenso degli studenti si è saldato con quello dei lavoratori che hanno massicciamente risposto all'appello della Cgil. Un abbraccio tra generazioni che ha stupito molto il ministro dell'Istruzione. «Francamente vedere gli studenti e i giovani manifestare a fianco dei pensionati - ha detto Mariastella Gelmini - mi fa uno strano effetto». «Non si sorprenda, ministro, - le ha risposto a distanza il Pd - è semplicemente l'Italia intera che le sta dicendo di andare a casa».
E di nuovo ieri in difesa del contestato ddl si è schierato un alleato che soltanto giovedi sembrava aver preso altre vie. La riforma dell'università «è una delle cose migliori di questa legislatura» ha detto il leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini.
Ma gli studenti non badano agli ondeggiamenti di Palazzo. A Torino alcune centinaia di manifestanti hanno trascorso la notte all'interno di Palazzo Nuovo. A Bologna una trentina di studenti ha attaccato uno striscione a una impalcatura sul portico del Pavaglione, che affaccia su piazza Maggiore: «Gelmini cala il sipario».
Occupazioni e striscioni a Cagliari, Sassari, a Napoli. Blitz di un gruppo di universitari nel palazzo del Governatore a Parma mentre a Firenze gli studenti hanno occupato i ponti (Ponte Vecchio, ponte Santa Trinita, ponte alla Carraia) con tanto di striscioni a sventolare sull'Arno. A Roma poi la protesta è arrivata al Maxxi, il museo delle arti del XXI secolo progettato da Zaha Hadid, e lunedi sarà sostenuta da un testimonial eccellente: il fisico Giorgio Parisi salirà sul tetto dell'edificio Marconi del dipartimento di Fisica della Sapienza per una lezione-conferenza.