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PER LA PROVINCIA
Osculati alle primarie Pd
e la lista Insieme per Pavia
In vista delle ormai prossime elezioni provinciali, raccontando la candidatura di Franco Osculati alle primarie di coalizione del Partito democratico, la Provincia pavese ha scritto che «l'opzione Osculati è sostenuta dal consigliere comunale Paolo Ferloni». No. L'opzione Osculati è sostenuta dal «cittadino» Ferloni, a titolo personale cosi come, sempre a titolo personale, la potremmo sostenere anche noi e molti altri tra noi.
Né il consigliere Paolo Ferloni né la lista civica Insieme per Pavia in questo momento intendono perseguire convergenze elettorali con chi, ancora oggi, ribadisce il suo assenso all'avventurosa quanto dannosa autostrada Broni-Mortara (e al conseguente sviluppo a logistica del territorio circostante, a danno dell'economia locale, in particolare dell'agricoltura).
Con chi per anni, da amministratore, a Pavia e in provincia ha praticato l'urbanistica creativa della inutile cementificazione di territorio vergine agricolo e dell'edilizia residenziale nei parchi cittadini (concertata con le destre, nonostante 3000 appartamenti sfitti e 1000 invenduti), in una città che registra un crescente decremento demografico e un'edilizia pubblica stagnante al 4 per cento (a fronte di 800 famiglie in attesa di una casa popolare). Con chi, ondivago sull'acqua come bene comune, a Pavia predica bene mentre a Roma razzola male.
Siamo ancora in attesa di sapere cosa pensa il Partito democratico dell'insediamento di una centrale nucleare a Sartirana o a Monticelli Pavese o a Cervesina (cosi come ha recentemente confermato la Regione Lombardia) oltre che sulla gestione dei rifiuti e dell'amianto in provincia, temi su cui il Partito democratico dice tutto e il contrario di tutto. Ben vengano dunque le primarie, ben venga Osculati. E poi?
Giovanni Giovannetti e Walter VeltriLista civica «Insieme per Pavia»
PAVIA, I VIGILI
Auto davanti alla Carducci
Ecco le multe date
Nella lettera pubblicata il 24 corrente il signor Corrado Del Bò lamenta la presenza di numerose autovetture in sosta selvaggia davanti la scuola Carducci negli orari di entrata degli alunni. Poichè il signore non si limita ad evidenziare un problema purtroppo esistente e grave in quanto pregiudicante la sicurezza degli scolari, ma lamenta una 'tolleranza tanta" da parte dell'Amministrazione comunale, mi permetto di segnalare solo i seguenti dati riferiti al periodo 4/24 novembre 2010 e limitati alla scuola Carducci: 26 interventi di controllo, 66 sanzioni elevate.
Se si considerano le risorse a disposizione del Corpo di Polizia Locale ed il fatto che, oltre agli altri innumerevoli diversi interventi, la scuola Carducci è solo una delle numerose scuole dove il problema segnalato esiste e viene monitorato da questo Comando, ritengo che nessuna critica possa essere rivolta agli operatori di polizia locale.
Se invece l'intento del signor Del Bò era quello di evidenziare la gravità del problema non posso che essere assolutamente d'accordo con la sua opinione.
Gianluca Giuratocomandante della Polizia Locale, Pavia
PAVIA, LA POLEMICA
Il caso della Carducci
e il ritorno del Barattolo
«Ogni scusa l'è bona par tirà acqua al to mulin!». Uso un detto pavese e mi riferisco alla recente lettera del sig. Corrado Delbò. Il lettore si lamenta perchè al mattino corso Cavour è impraticabile per le vetture posteggiate da genitori che portano i figli alla scuola Carducci. Giusto! Giustissimo! Siamo tutti d'accordo!
Quello che non si capisce è perchè ogni qualvolta in questa città c'è qualcosa che non funziona o funziona male, i ragazzi del Barattolo vengano innalzati sull'altare dei santi martiri. Come se i nostri amministratori avessero solo presente le difficoltà - ora se Dio vuole superate - dei residenti di Borgo Ticino che per dodici anni sono stati ostaggio di una schiera di ragazzi che la notte suonava e schiamazzava senza rispetto altrui.
Lettera firmataPavia
PAVIA, IL BILANCIO
Carducci, tanti impegni
Ma non si fa pubblicità
Prima e dopo le elezioni per il rinnovo dei componenti del consiglio del 1º Circolo di Pavia, ho avuto occasione di leggere sulla Provincia Pavese gli interventi di alcuni genitori candidati. Sembra che per alcuni anni i rappresentanti dei genitori nel Consiglio di Circolo abbiano dormito. Ed allora vengo subito al punto per ricordare solo alcune delle cose fatte o progettate e che invece vedo ora proposte come iniziative del «nuovo che avanza».
Lavori.Alla scuola De Amicis sono stati: consolidati alcuni soffitti e pareti (parte di queste opere sono state certificate da tecnico strutturista); rifatta l'impermeabilizzazione dei solai di copertura di due sale; sono già stati ordinati il rifacimento del lucernario della palestra, la sistemazione di parte del soffitto di una sala e di canali per le acque piovane. E' stata richiesta una verifica prestazionale dello stato di fatto.
E' stato inoltre chiesto al Comune di poter contribuire agli approfondimenti per il Piano di Governo del Territorio riguardanti l'edilizia scolastica: programmi, percorsi, mobilità.
Fondi per attività integrative.Considerata certa e provata, nell'ambito dell'Istituzione scolastica, la rettitudine e l'onestà nella previsione e gestione di qualsiasi tipo di spesa, ci si è impegnati sempre con un'attenzione particolare verso le situazioni più deboli.
Anzi, in considerazione della ormai nota situazione economica generale, si è più volte discusso anche su come trovare modalità di contribuzione che andassero sempre più in direzione degli interessi delle famiglie e degli alunni.
Abbiamo infatti avviato, con grande prudenza, una riflessione per la migliore organizzazione dei contributi e per finalità anche in prospettiva, formulando addirittura l'ipotesi di un contributo minimo, periodico, da versaresu un fondo, da creare o da individuare, in modo tale da poter darele più ampie garanzie.
Cosi facendo gli alunni, oltre a dare un contributo alle attività scolastiche, ne risparmierebbero una parte, uguale per tutti, come, ad esempio, il contributo previdenziale volontario. E' un principio di mutualità che abbiamo voluto cominciare a studiare per motivi pratici (iniziare presto a pensare per il domani) ed anche, se vogliamo, educativi.
Informazione.La ventilata istituzione di una banca dati per informare in maniera più soddisfacente coloro che dispongono di computer, venne discussa una volta e mai più proposta. E' un argomento di attualità, apparentemente semplice ma che comporta la valutazione di più aspetti, certamente non risolvibili senza una adeguata preparazione e chiarendo bene chi fa, o può fare cosa.
Questi sono i temi proposti dagli interventi sul giornale come «novità» ma, come ho detto, non lo sono; sono piuttosto impegni sui quali continuare a lavorare insieme a tutto il nuovo Consiglio.
Come è un impegno quello, discusso in Consiglio e con il segretario dell'Ordine dei medici, per iniziative di prevenzione sanitaria e sul problema della dislessia.
Sono inoltre tante le attività scolastiche nelle quali i genitori ed i loro rappresentanti sono stati coinvolti insieme agli insegnanti ed al personale; affrontate sempre con l'attenzione e l'equilibrio dovuti.
Per ultima la mostra riguardante i cento anni dalla fondazione del Carducci, contribuendo con materiali, tempo e buona volontà.
Le attività citate e quelle che ora, per brevità, non cito, sono state svolte con spirito di servizio, discrezione e nell'interesse generale, senza pertanto ravvisare mai la necessità di farne pubblicità sul giornale. Farne oggi pubblicità, da parte di candidati o neo eletti, attribuendosene l'iniziativa, è indicativo di un percorso che, a mio parere, non inizia con le migliori premesse.
arch. Giuseppe Maggirappresentante dei genitori nel Consiglio del 1º Circolo (2007/2010), Pavia
BUFALINO E L'UNTORE
Come si può arginare
la propria sofferenza
Pensando ancora all'incontro avvenuto presso la libreria Feltrinelli di Pavia, in cui si è discusso delle meraviglie dell'infinito, mi sono ricordato di una bellissima pagina del romanzo, edito tanti anni or sono, di Gesualdo Bufalino dal titolo «Diceria dell'untore». Nel brano che riporto sta parlando una ex-ballerina classica, ricoverata in sanatorio, che ha perduto l'uomo cui voleva bene. Nelle ultime righe aleggia quasi un soffio divino di autoconsolazione: l'uomo sa attingere a questa fonte per arginare la propria sofferenza, per palliare il dolore terribile che provoca la morte di una persona cara, per non abbandonarsi del tutto alla devastante disperazione.
«Lo amavo, lo amavo», cinguettò ora, e aveva nella voce fate morgane e moine, quali continuava a dettargliele l'antica abitudine di affascinare. «Era un re, e non c'è più. Spesso alla mattina faccio un gioco: vado alla finestra e, mentre mi curo le mani, lo aspetto. Conto fino a cinquanta, fino a cento. Lui non viene e io ricomincio. Alla fine mi stanco, e tuttavia mi dico: verrà domani. Anche se so che è un gioco, e che non verrà. Certe volte, però, penso un pensiero sciocco e bello, guardando la notte sopra di me. Penso che se uno potesse correre più presto della luce e sopravanzarla e fermarsi ad aspettarla in qualche stazione di stella, vedrebbe replicarsi per intero tutto il rotolo del passato. Mi consola pensare che in un raggio ancora in cammino c'è lui che mi bacia e mi parla, e che qualcuno in capo al cielo non sa ancora che è morto».