Vecchioni sposta la sua lezione all'aperto «Ci trattano come delle cenerentole»
PAVIA.«Prof viene a fare lezione in cortile»? E Roberto Vecchioni, che a Pavia tiene il corso di Forme di poesia in musica per Scienze della comunicazione ha rimesso la giacca, è uscito da palazzo San Tommaso e si è spostato nel cortile delle Statue. «Noi insegnanti trasmettiamo la tradizione di libertà, bisogna metterci un po' di emotività in quello che facciamo, non solo insegnamenti precisi - ha detto agli studenti, sotto gli striscioni - Che la cultura è la cosa più importante lo sapevate tutti». Un elogio alla cultura, ma anche una posizione forte contro il disegno di legge Gelmini. «Siamo presi per i fondelli, ci trattano come cenerentole - dice Vecchioni - è cosi per tutto il settore dell'istruzione. La preoccupazione è giusta, la riforma Gelmini non è peggio di altre, ma è più massacrante, qualcosa di meglio si poteva fare». Su cosa si doveva lavorare? «Son i soldi a fare la differenza - continua Vecchioni - bisogna tagliare altre cose e dare fondi all'istruzione. E poi basta con la precarietà, è una vergogna».
Vecchioni ha parlato agli studenti di libertà e cultura, ma anche dell'importanza dell'ascolto. «Soprattutto dovete dare più ascolto alle ragazze che sono depositarie di una saggezza che il tempo non ha rovinato. La libertà di parola, di azione, di pensiero vi aiuteranno a scacciare un bel di padroni, quelli che hanno la mentalità di schiacciare gli altri». Il professore e cantautore si è unito alle motivazioni degli studenti di Lettere, che hanno occupato la facoltà. «E' una protesta che si propaga da una città all'altra ed è maturato il modo di occupare, è meno caotico, sono più organizzati. E' un'onda di ribellione con motivazioni forti». (ma.br.)