Maggioranza due volte ko alla Camera
ROMA.Con il voto decisivo dei finiani, il governo viene battuto per due volte alla Camera e Silvio Berlusconi, furioso, prova a correre ai ripari. Lo fa annunciando per l'11 o il 12 dicembre una mobilitazione nazionale pro-governo e lanciando un appello alla «responsabilità» che ha un doppio obiettivo: far sapere che intende risolvere «personalmente» le questioni aperte nel Pdl e intimare uno stop alle liti che danneggiano l'immagine del partito e disorientano l'elettorato moderato. «Invito tutti al senso di responsabilità, alla sobrietà, al rispetto dei nostri militanti e dei nostri elettori che», si legge in una nota, «non approvano certo personalismi ed esibizionismi». Mara Carfagna non viene citata ma è soprattutto a lei che il premier pensa.
La maggioranza è stata battuta ieri con voto segreto su un emendamento che l'opposizione ha presentato a un disegno di legge di ratifica del Trattato Ue che assegna all'Italia un seggio supplementare del Parlamento Europeo. Con l'emendamento dell'opposizione, il posto in più è andato all'Udc e non al Pdl.
La corsa verso la crisi sembra ormai inarrestabile e, in mattinata, Italo Bocchino lancia un ultimo avviso al Cavaliere. «E' evidente che non ci sono le condizioni per cui noi possiamo votare in questo momento la fiducia al governo», avverte il capogruppo di Fli per il quale alla fine Berlusconi sceglierà la via più «saggia» che è quella «delle dimissioni per evitare di essere sfiduciato». Il partito di Fini mette nel conto qualche defezione in vista del voto che ci sarà il 14 dicembre, ma non arretra. Adolfo Urso fa sapere che se il premier non aprirà quella «nuova fase» chiesta da Fini a Bastia Umbra, la risposta sarà durissima: «Come estrama ratio potremmo presentare una nostra mozione di sfiducia sulla quale auspichiamo la convergenza delle altre forze politiche».
La maggioranza è in fibrillazione e la lega scalpita. La giornata si apre con Roberto Maroni che si dice scettico sulla possibilità per il governo di arrivare a tagliare il panettone. «Previsioni? Non so neanche se arriveremo a fare il decreto di fine anno e non so cosa succederà il 14 dicembre» ammette il ministro dell'Interno, per il quale si dovrà andare al voto se il governo non otterrà una fiducia ampia. Maroni non nasconde il suo pessimismo e quando gli chiedono se sarà sempre Berlusconi il candidato premier del centrodestra, lui risponde gelido: «Deciderà lui...»
Sul fronte dell'opposizione, Bersani si dice scettico sull'ipotesi che il governo ottenga la fiducia. «Abbiamo presentato la mozione di sfiducia perché si capisca chi è pro e chi è contro. E comunque mi aspetto che la fiducia venga negata», dice il segretario del Pd, che pensa a una alleanza con Sel e Idv e alla possibilità di discutere un patto di governo anche l'Udc. Massimo D'Alema si spinge più in là e apre alla possibilità di un «governo di responsabilità nazionale» anche con Pdl e Lega, a condizione che Berlusconi si faccia da parte. «Siamo in un momento tale di crisi che credo bisognerebbe rivolgere un appello a tutte le forze politiche, tutte, che vogliano assumersi una responsabilità di fronte al paese, comprese» precisa, «quelle che sono al governo».
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Gabriele Rizzardi