In città è scattato l'allarme igienico-sanitario
NAPOLI.Tremila tonnellate di spazzatura ammassate per strada hanno fatto scattare l'allarme: a Napoli si rischia un'epidemia. Una minaccia fondata, secondo gli esperti Maria Triassi del Dipartimento di Igiene dell'Università Federico II e Andrea Simonetti, membri della Società italiana di Igiene. «Esiste un pericolo igienico-sanitario che può trasformarsi in un serio rischio per la salute - sostengono - e i rischi sono legati alla presenza di randagi, ratti e soprattutto blatte e insetti, vettori di malattie infettive gastro-intestinali. Occorre una soluzione immediata per togliere i rifiuti dalle strade e una soluzione a lungo termine che preveda discariche da realizzare in siti sicuri, differenziata e multe per chi non la fa». Gli impianti e le discariche sono ormai saturi e se i comuni vesuviani possono contare sulla riapertura della Cava Sari, Napoli langue in attesa di una via d'uscita che non si intravede. La raccolta è ferma da giorni, i rifiuti sono ormai ai livelli di due anni fa e alle tremila tonnellate della città si aggiungono le ottomila della provincia. Una massa infinita e maleodorante di sacchetti di plastica che sembra sfaldarsi sotto la pioggia battente ad ogni angolo di ufficio, negozio, abitazione, museo o ristorante. Nei bassi del centro storico l'immondizia si respira a un palmo dal naso. E dalla periferia di Poggioreale e San Pietro a Patierno arrivano le prime segnalazioni per le invasioni di topi. Il governatore della Campania Caldoro intanto si appella alle altre regioni e domani a Roma chiederà al ministro Fitto il «sostegno di chi gli impianti ce li ha e può ricevere rifiuti che non sono tossici o nucleari, ma prodotti dai cittadini di Napoli come da quelli di Bologna o Milano».
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Ferruccio Fabrizio