Piumini: «Viva i libri No ai fenomeni come Harry Potter»
PAVIA. Libri di fiabe, racconti corti e lunghi, romanzi, filastrocche e poesie. E, ancora, opere teatrali, testi di canzoni, traduzioni. Nella sua lunga carriera lo scrittore Roberto Piumini ha pubblicato con più di ottanta editori, affermandosi come uno dei maggiori interpreti della letteratura per l'infanzia. Il suo primo libro è uscito nel 1978 e da allora è stato un susseguirsi di successi.
Piumini sarà a Pavia domani, protagonista di un'intera giornata dedicata ai ragazzi e alla lettura che inizierà alle 15.30 alla biblioteca per ragazzi Paternicò-Prini (qui terrà un laboratorio di lettura, narrazione musica insieme a Patrizia Ercole ed Andrea Basevi) e che si concluderà alle 21 nella sala conferenze del Broletto (leggerà, reciterà e interpreterà racconti, poesie e canzoni insieme a Patrizia Ecole).
Questi incontri, organizzati dal centro interculturale 'La mongolfiera", fanno parte del progetto 'Nessuno è straniero in biblioteca", che vuole avvicinare alla lettura tutti i bambini.
Piumini, perché secondo lei i bambini, anche quelli stranieri, dovrebbero leggere?
«I bambini leggono molto, e leggono quello che gli si propone. Se fin da piccoli vedono leggere i genitori e ascoltano delle storie, presto i libri andranno a cercarsi da soli libri e storie. Se la proposta è sana, abbondante e divertente, i bambini l'accolgono volentieri».
Che libri si deve far leggere ai piccoli?
«Più importante dei singoli libri è il modo in cui si propone la lettura ai bambini. Leggere dovrebbe essere proposto come un piacere, non certo come un obbligo o una cosa legata soltanto alla scuola. La lettura è un'attività più ricca di quanto si pensi: è un modo per essere stimolati dalle parole di chi scrive. E non può essere sostituita da nient'altro».
Lei leggeva molto da bambino?
«In casa non avevamo una grande quantità di libri ma i pochi che mi sono stati dati li ho letti con grande passione e appetito».
Ed è stata importante la loro influenza?
«Certo, ma forse più importante stata la radio che mi ha stimolato una grande passione per il linguaggio. E non a caso la mia scrittura è diventata cosi adatta all'ascolto e all'oralità. In tutte le mie opere sono attento alla sonorità e al canto, sia che si tratti di poesia sia che si tratti di prosa».
Che differenza c'è tra scrivere per l'infanzia e per il mondo adulto?
«La mia letteratura per bambini è semplice e comprensibile. Invece quando scrivo per adulti sono più letterario e difficile di uno scrittore 'normale". Sono due partite diverse, anche se in entrambe cerco di non essere mai banale».
Ma lei preferisce scrivere per gli adulti o per i bambini?
«Sono due cose diverse, e mi piacciono tutte e due. La scrittura per adulti è una individuale, con poca comunicazione col pubblico. In fondo credo sia molto meglio scrivere per i bambini: nel mondo della letteratura per bambini c'è più spazio, meno concorrenza e forse più meritocrazia reale».
Cosa pensa dei fenomeni letterari di massa come Harry Potter?
«Come autore attento alla qualità della proposta letteraria non mi può piacere una formula cosi povera dal punto di vista del linguaggio».