Seminativi in ritardo per il maltempo
VOGHERA. Le piogge hanno ritardato le semine dei cereali «a paglia»: grano tenero, grano duro, orzo e triticale (un ibrido artificiale tra la segale e il grano tenero). E ora i produttori dell'Oltrepo, orfani della barbabietola da zucchero ormai da anni, sono in grossa difficoltà.
Gli agricoltori si devono affidare a varietà alternative che possono essere seminate a gennaio, febbraio o in primavera. L'allarme è lanciato da Apsovsementi (Associazione produttori sementi Oltrepo vogherese). «L'andamento climatico delle ultime settimane non ha permesso di completare i programmi di semina in molte zone cerealicole - spiega l'Apsov - Il ritardo suscita dubbi nei produttori, che si chiedono fino a quando potranno seminare ciò che avevano pianificato e a quali rischi e perdite produttive e qualitative andrà incontro il prodotto posticipando la semina». Benché sia consigliabile la semina autunnale per massimizzare le rese, in caso di problemi che impediscano una semina tempestiva è possibile posticiparla fino a marzo, purché si scelgano varietà che non richiedano periodi troppo lunghi di freddo. Apsovsementi classifica le varietà in tre gruppi: varietà alternative, che non richiedono periodi di freddo per passare alla fase riproduttiva; varietà semi-alternative, che richiedono 2-3 settimane di freddo intenso; varietà invernali, che richiedono da 4 a 10 settimane di freddo e che non vanno seminate dopo la seconda decade di gennaio. Il casteggiano Bruno Marioli, funzionario dell'Unione agricoltori, commenta: «Il superamento della data ottimale per la semina dei cereali autunno-vernini non deve scoraggiare i produttori, che possono protrarre la semina (solo se si affidano alle giuste varietà) fino a fine inverno senza rinunciare a buone rese ed elevata qualità».