Gropello, un'altra sfida al Parco del Ticino
GROPELLO. Dopo Gambolò anche Gropello chiede di ridurre i confini del Parco del Ticino. I due terzi del territorio comunale verso sud «non hanno niente a che vedere con il fiume ma subiscono tutti limiti del Parco».
«A Dorno, quattro chilometri più in là, massimo uno». Il sindaco Giuseppe Chiari parla di lungaggini nelle pratiche edilizie di ordinaria amministrazione ed extracosti che hanno esasperato i cittadini. Angelo Maggioni, presidente del circolo Legambiente Terre d'acqua: «Gli ambientalisti hanno perso: diventeremo come Rozzano».
Giovedi prossimo, a Bereguardo, Chiari incontra l'assessore regionale ai Sistemi Verdi e Paesaggio Alessandro Colucci. Sarà la Regione a subentrare all'ente Parco, in base alla legge 191 del 2009 che impone lo scioglimento dei consorzi obbligatori tra Comuni. Al Pirellone dunque la valutazione dei casi di Gropello, Gambolò e di altre 15 realtà pavesi che hanno assunto posizioni analoghe nella bozza di documento approvata dalla Provincia di Pavia (tutti tranne Garlasco, Carbonara, Travacò): per far valere i limiti dove serve, non dove diventano oneri per i cittadini ed espropriazioni di competenze ai danni degli enti locali, insiste Chiari: «I Parchi devono essere risorse, ora non lo sono».
Gambolò aspetta invece risposte sull'ampliamento dei confini dell'area di Iniziativa comunale. Condizione che la giunta Nai considera fondamentale per la sopravvivenza di otto aziende alla periferia verso Belcreda, Mortara, Tromello sottoposte alle misure di compensazione ambientale dettate dal Piano di coordinamento territoriale. Giovedi, a Bereguardo, ci sarà anche Gambolò. Partita persa, dice Maggioni: la deregolamentazione preoccupa gli ambientalisti. «La colpa è della Regione - dichiara -. Ha lavorato anni perché il Parco non fosse messo nelle condizioni di portare avanti le pratiche. E' bastato ridurre il personale per paralizzare gli iter burocratici sulle autorizzazioni. Ed è successo l'inevitabile. Tra la fine del Parco del Ticino e la costruzione dell'autostrada Broni-Mortara finiremo come Rozzano: logistica, capannoni, niente più riso».
Per cinque anni Gropello è stato riferimento dei Comuni favorevoli a una diversa gestione del territorio, con limiti meno stringenti sulle pratiche presentate da privati, agricoltori, artigiani con attività distanti dalla valle del fiume.