Fiat, pressing dei sindacati
ROMA.Sulla vertenza Fiat e sui piani del Lingotto per l'Italia, Cgil e Cisl incalzano Marchionne difeso a sua volta dalla Marcegaglia: meglio la sua Fiat, dice la leader della Confindustria, «che quella del passato che prendeva sussidi e andava a fare impianti decotti». Susanna Camusso, segretario della Cgil, si chiede cosa sia in concreto Fabbrica Italia cioè «che cosa vuol dire in termini di modelli, produzione, cose da fare e dunque quanto lavoro». E Raffaele Bonanni, leader della Cisl sollecita l' ad del Lingotto «a dare garanzie di trasparenza e serenità» mettendo fine «al gioco al massacro e al gioco delle banderillas sul dorso della Fiom».
Per la Cgil l'Italia è ormai diventata un Paese in «declino» e in preda «al degrado». Camusso dà la colpa di questa situazione al governo che «non ha avuto attenzione al Paese» per una scelta precisa. Da una parte «punitiva cioè scaricare i costi della crisi sul lavoro» e, dall'altra, per un deficit di qualità della destra al governo. «E' come se avessero pensato che il loro blocco sociale di riferimento sia un blocco egoista. Quindi per mantenere l'egoismo ha bisogno di non studiare, di poca democrazia e partecipazione, di favorire le rendite e non il lavoro».
Segnale chiaro di queste scelte è, secondo Camusso, la nuova legge di stabilità che, non solo non favorisce la crescita economica, ma ha «effetti depressivi». E' dunque una manovra «senza crescita» con misure incapaci di «uno sguardo al futuro in un Paese che sta già male». E' il sintomo di un generale arretramento dell'Italia che sembra «tornata a livelli pre-emancipatori» anche sui diritti civili e sulla libertà delle donne. E che con lo Statuto dei lavori presentato dal inistro sacconi - definito «un obbrobrio» - evidenzia «una voglia punitiva nei confronti del lavoro». La Cgil pertanto non aderirà all'avviso comune chiesto dal titolare del Welfare perché questo Statuto- che dovrebbe sostituire quello dei lavoratori del 1970 - «ha in se una logica neocorporativa assolutamente insopportabile: le parti sociali si mettono d'accordo su che cosa deve legiferare il Parlamento attraverso una sottrazione al Parlamento del diritto di decidere perchè si chiede la delega. Non ho mai visto un film per cui un ministro chiede una delega per decidere cosa è diritto e cosa non lo è».
La partita della Fiat è ancora aperta - su lavoro e diritti - e la Confindustria esprime ammirazione per quella «cruda di Marchionne che sta sul mercato» a differenza del passato. la Cgil chiede chiarezza sull'ipotesi che il Lingotto stia «spostando la testa negli Usa» e la Cisl sollecita la Fiat a fare in fretta su Mirafiori: «Entro otto giorni vogliamo sapere cosa Marchionne vuol fare su quel sito».
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