Il Milan e le notti di Ronaldinho

MILANO. L'orologio segna le 2:19. Dal locale brasiliano esce Ronaldinho con amici e amiche, con cui ha concluso la giornata cominciata con il rientro da Doha, in Qatar, dove ha giocato con la sua nazionale. Ha da poco finito di suonando i bonghi. Sorride, e frena l'amico che cerca di allontanare le telecamere di Telelombardia: «Tutto bene, ora torno a casa, a quest'ora è presto».
«Nessuno mi ha detto niente. Certo, non va bene», bacchetta Massimiliano Allegri poco prima dell'allenamento pomeridiano alla vigilia della sfida di stasera alle 20.45 con la Fiorentina (l'altro anticipo è Roma-Udinese alle 18). «Non sono orari compatibili con quelli di un atleta ma, dopo una trasferta, può anche capitare di prolungare una cena».
E' in arrivo una multa? «Non sono affari vostri», taglia corto piuttosto seccato l'ad rossonero Adriano Galliani: «Il Milan risolve le proprie cose nell'ambito della propria società». La prima conseguenza visibile potrebbe essere una nuova panchina per Ronaldinho. Sarebbe la quarta di fila e ovviamente non lo renderebbe felice.
Prima di decidere Allegri, che dovrà fare a meno di Pirlo, ha voluto aspettare l'allenamento di rifinitura. Una cosa però è chiara a prescindere: «La partita è delicata ed è difficile pensare di mettere Ibra, Ronaldinho e Robinho in campo insieme, anche perché poi rimarrei senza cambi in attacco», dice il tecnico livornese che in questo momento, senza gli infortunati Pato e Inzaghi, inquadra Ronaldinho come una seconda punta e non come trequartista. L'entusiasmo post-derby e una settimana con sette giocatori impegnati con le nazionali possono causare cali di concentrazione: «Con la Fiorentina non è la prova del nove, ma sarebbe da sciocchi affrontarla con superficialità e sufficienza».
Sull'altro fronte Sinisa Mihajlovic, nonostante le assenze e il fatto di dover affrontare il Milan, non pare preoccuoato: «Tutti ci danno battuti in partenza contro il Milan, dobbiamo far cambiare idea a questa gente: possiamo battere tutti».