La Ticinum ora vuole sfatare il tabù trasferta

PAVIA.Il ritorno al successo ha fatto ritornare il sorriso in casa Ticinum, anche se c'è piena consapevolezza che la strada è ancora ricca di difficoltà per conquistare la salvezza nel girone G di Promozione.
«Domenica eravamo tutti soddisfatti, dal presidente ai giocatori. Ogni tanto vincere ci vuole - scherza il tecnico Maurizio Longobardo, un passato da giocatore tra A, B e C - a parte le battute questa vittoria ci voleva perché arrivavamo da un momento difficile e dall'assurda prova di Mede. In uno dei tanti scontri diretti c'eravamo trovati in vantaggio e in superiorità numerica e siamo andati a subire tre gol. Una prova senza nerbo e da dimenticare. E la reazione c'è stata di fronte a un avversario come il Settimo Milanese, squadra di ottimo valore. Un successo che ci consente di rimanere attaccati al gruppo delle formazioni in lotta per la salvezza».
Non c'è tempo per rifiatare per i pavesi che domenica avranno una sfida delicata a Cassolnovo: la Cassolese (penultima) segue a un solo punto la Ticinum che non vuole farsi superare da una diretta concorrente. I pavesi devono invertire la rotta nelle gare esterne dove finora hanno ottenuto solo punto, mentre cinque volte sono stati sconfitti. «Come noi anche la Cassolese arriva da una vittoria che fa morale e quindi sotto questo profilo partiamo alla pari - dichiara il tecnico della Ticinum - sarà sicuramente una gara intensa perché alta è la posta in palio. Noi vogliamo dare continuità al risultato positivo di domenica».
«In settimana - continua mister Longobardo - purtroppo per il maltempo abbiamo dovuto saltare l'allenamento di martedi sera e arriviamo quindi a questa sfida al termine di una settimana monca, ma comunque ci faremo trovare pronti».
E con il mercato di dicembre la società pavese ha preannunciato di voler stare alla finestra, compatibilmente al budget disponibile, per eventuali ritocchi da apportare a un gruppo molto giovane.
«Questi sono discorsi che riguardano prima di tutto la società - risponde l'allenatore della Ticinum - Io lavoro con il gruppo che mi viene messo a disposizione. I dirigenti vedono le partite e non hanno bisogno delle mie lamentele o richieste, se ravviseranno la possibilità di interventi di sicuro me ne parleranno». (e.v.)