Obitorio chiuso di notte In caso di necessità deve intervenire Vigevano
MORTARA. All'ospedale Asilo Vittoria l'operatore per il trasporto dei defunti dall'ospedale alla camera mortuaria, dopo le 22, non c'è più. E la salma resta in reparto. La settimana scorsa un incontro tra sindacati e Azienda ospedaliera per trovare una soluzione: in caso di necessità interverrà l'operatore reperibile per Vigevano.
La gestione della camera mortuaria era all'attenzione dei sindacati da tempo, anche se con l'inserimento di due operatori dedicati la situazione era migliorata. Ma anche cosi è impossibile coprire 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Nei festivi e di notte l'addetto non c'è. La settimana scorsa c'è stata una riunione con la direzione sanitaria. «Servirebbe personale sulle 24 ore, anche se non è una questione di salute, ma di opportunità», tranquillizza Domenico Mogavino, coordinatore Rsu. Il fatto è che il trasporto dal reparto all'obitorio è su un percorso disagevole, si passa all'esterno, in mezzo a un parcheggio. «Abbiamo chiesto che, nel piano di ristrutturazione - prosegue Mogavino - la camera mortuaria sia adiacente all'ospedale». Le risposte dell'azienda sono state positive.
«Di notte sarebbe comunque meglio non affrontare il tragitto tra reparto e camera mortuaria - sostiene Giuseppina Pontello, responsabile infermieri dell'azienda ospedaliera -. In casi eccezionali, come quando sono presenti famiglie molto numerose, si potrà ricorrere all'operatore reperibile a Vigevano per il trasporto in obitorio». Ma nel caso dei defunto l'urgenza non è paragonabile a quella necessaria per salvare una vita e non sarebbe un problema dunque aspettare il reperibile. La soluzione ottimale? «Che tutte abbiano la stessa struttura - conclude Mogavino -. Se il modello è Vigevano servirebbero 3 operatori». Anche dove ce n'è uno come a Mede. Fermo restando che l'incidenza delle morti è diversa da presidio a presidio.